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Tutti contro la Sib

 "La Fisi non molla, ma ormai Bormio è fuori", così il Presidente Flavio Roda che è stato raggiunto, durante il viaggio verso Zurigo dove si terranno nei prossimi giorni le riunioni per definire i calendari dello sci alpino internazionale, da una lettera di quattro righe a firma del presidente della Sib (Società Impianti Bormio) Valeriano Giacomelli in cui si conferma la definitiva indisponibilità ad ospitare la gara di Coppa del Mondo a Bormio.

"Mi chiedo se sia concepibile che una società di impianti possa mettere la parola fine su un evento internazionale che in tanti anni ha portato visibilità televisiva mondiale e prestigio alla Valtellina e a Bormio, in particolare", prosegue Roda.

La vicenda della gara di Bormio risale ormai a qualche anno fa. La data è la ragione del contendere: quel 29 dicembre che mette in crisi albergatori e impiantisti nei confronti dei turisti nel periodo natalizio.

"Siamo riusciti ad anticipare la data al 28 – ribadisce Roda – come richiesto dalla stessa società degli impianti. In più la Regione Lombardia nella persona del Presidente Roberto Maroni si è posta come garante e si è impegnata anche a fornire un contributo economico superiore agli anni passati. Abbiamo anche ottenuto dalla Federazione Internazionale di poter ridiscutere la data nei prossimi anni, ma la Sib è sorda a tutto ciò e rinuncia alla gara e alla possibilità di continuare a negoziare senza nemmeno riconoscere ciò che quella stessa gara vale per la Lombardia e per l’Italia. Di gare mondiali, la Lombardia ha il Gran premio di Monza e Bormio, altro non c’è".

E’ preoccupatissima la Regione, è preoccupatissimo il Coni nella persona del suo Presidente Malagò, ma la Sib non si preoccupa. Così, nell’anno dell’Expo, con l’attenzione di tutto il mondo addosso l’Italia rischia di mandare alle ortiche un lavoro di oltre vent’anni. "Mi pare veramente assurdo – conclude Roda -. La Fisi farà di tutto per mantenere quella gara in Italia, certo non più a Bormio dove non mi pare proprio che ci sia più nessun tipo di condizione".

Nel frattempo anche l’Assessore allo Sport Antonio Rossi si esprime in merito alla decisione della Sib:

"Nonostante la volontà di Regione Lombardia a contribuire e andare incontro a richieste economiche superiori rispetto a quelle dello scorso anno per la realizzazione della discesa libera maschile di Coppa del Mondo di Sci a Bormio, la proprietà degli impianti di risalita ha deciso di non far disputare la gara. È una mancata occasione per la Lombardia e un danno grave per il sistema turistico/sportivo del territorio, di cui terremo conto in vista di futuri investimenti in area montana. Ci dispiace soprattutto perché Regione Lombardia aveva preso accordi con la FISI per stabilire una strategia che potesse convincere la FIS a cambiare la data della gara, come richiesto dalla SIB. Con questa rinuncia sarà difficile dialogare con la Federazione Internazionale e ottenute in futuro qualcosa da loro".
(fonte fisi)

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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