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Una carezza al Ghiro

Una carezza al Ghiro.
Una carezza. Sì, si è trattato proprio di una carezza quella che una montagna di amici ha voluto dedicare ieri pomeriggio a Sestriere a Valerio Ghirardi. Il Ghiro, Geronimo, Vale… L’allenatore di Torre Pellice, scomparso a 58 anni il 26 novembre scorso, ha lasciato nel nostro mondo un dolore incalcolabile, ma nessuno era riuscito a portargli l’ultimo saluto a causa delle restrizioni covid che avevano limitato ai soli parenti stretti la partecipazione al funerale.

Così la famiglia, mamma Mery, i figli Giulia e Jacopo, la sorella Simona, la compagna Silvana e l’ex moglie Manuela, hanno voluto creare un’occasione dedicata al ricordo. Non un evento chiassoso, ma assolutamente riservato con la presenza degli amici veri. Così la baita Casse nel bel mezzo della zona piste Banchetta, ha chiamato a raccolta tecnici, allenatori, atleti ed atlete sia delle sue squadre, ma anche quelli più giovani, maestri, amici di infanzia.

Un bel momento dove alcuni hanno preso coraggio per dire in suo onore qualche parola. A volte strozzata, quasi sempre con un leggero sorriso d’amore. Pensieri personali e aneddoti si sono alternati dando vita a una grande energia di emozioni.
Ha aperto Gianni Poncet, primo cittadino del Colle che con Vale ne ha passate davvero tante. Per poi cedere il microfono a Tiziana Nasi, che accolse Ghiro come un miracolo nella casa Fisip. “Sentii bussare alla porta anche se non attendevo visite. Chiosai, chi è? La risposta fu indimenticabile: “Pustin!” 

Quando in mezzo alla stagione lo chiamò Tina Maze perché la aiutasse a conquistare la Coppa dopo l’addio con Livio Magoni, lui rispose: “No mi spiace, ho già un impegno con Melania Corradini, andiamo a vincere una medaglia a Sochi”. La stessa Melania ha sottolineato quale persona splendida fosse il Ghiro con il rimpianto di non essere riuscita a regalargli la soddisfazione di quella medaglia. Per la famiglia Fisip sono intervenuti anche Giorgio Viterbo, segretario generale, amico di Vale da tempi ancora addietro. Giorgio è un tipo che parla poco. Ma quando parla…. E Poi Elena Semplici, fisioterapista delle squadre, ma anche l’energia fatta a persona. Ha chiesto di intervenire subito perché quello che poi ha detto se lo teneva dentro da troppo tempo. Si è liberata, lo ha abbracciato. 

Paolo Santacroce rappresenta uno degli ultimi impegni di Valerio quale allenatore. “Allenava mio figlio Francesco nel Val di Fiemme Ski Team e per lui il Ghiro era un secondo padre. Il 26 gennaio scorso organizzammo una Fis Junior a Pampeago, ma mio figlio non sapeva che quella gara fosse intitolata alla memoria del Ghiro. Beh, Francesco vinse quella gara…”. 

Tanti ricordi in quella valle e per la famiglia Zorzi, Valerio era uno di famiglia. A testimoniarlo è Federica, 19 anni, sorella di Seba, giovane talento dal futuro promettente. “Sapeva ben che suonavo il violino (bravura assoluta) e un giorno mi chiese di suonargli una delle sue canzoni preferite, Mamma mia degli Abba. Quella volta non lo avevo con me ma tanto ci sarebbero state tante altre occasioni. Il destino ci ha tolto questo momento, ma gliela suono adesso, tanto mi ascolta lo stesso”.

Piermario Calcamuggi ha raccontato tanti aneddoti del primo Ghiro, quando entrò in squadra in punta di piedi e pur essendo allenatore, non volendo rubare il posto a nessuno, era disposto a occuparsi dei materiali. Alla fine Calca gli affidò Isolde Kostner, sedicenne promettente appena entrata in squadra C. Quel momento è proprio Isi a raccontarlo: “Dovevo farlo conoscere ai miei, ma quel giorno si presentò con capelli lunghi, orecchino, occhiali neri, jeans strappati e sigaretta. Con le abitudini piuttosto tradizionali dei miei temevo il peggio, ma fin da subito, la sua personalità fece crollare quel muro di iniziale diffidenza e ci ha messo davvero poco a diventare uno di famiglia”. Isi si è poi addentrata in tanti altri episodi e considerazioni raccontati con una sensibilità unica. È persino riuscita a portare al microfono il riservatissimo Stefan Holzer, in arte Poldo, lo Skiman di quel formidabile team. E anche Barbara Merlin, al tavolo con la sorella Alessandra, Simona Novara, Patrizia Bassis e Bibi Perez.

Quindi una sventagliati di altri tecnici, il preparatore Bruno Anzile, arrivato da Tarvisio (Insegna al Bachmann), Massimo Di Donato, il dirigente del Comitato AOC Lorenzo Vettore. E altri che hanno preferito non parlare come Luciano Curtoni, papà di Irene ed Elena, Matteo Guadagnini, Paolo Seppi, Ettore Mosca Barberis,“Dasti” Astegiano, serviceman Rossignol, Enzo Croce, tecnico Stoeckli. Immancabile l’amico fraterno Giovani Migliardi che ha parlato anche per conto di numerosi testatori di Sciare presenti (Giordano, Mallen, Caruso, Gattiglio, Forcherio). 

In conclusione gli amici di casa, quelli che nulla avevano a che fare con lo sci, Salvagiot, il suo primo allievo quando Ghiro divenne Maestro, sulle nevi di Rucas. Paolo Bianciotto e Valterino considerato un secondo padre. Le ultime parole, dalla voce fiera di Luca Parcelli che ha parlato anche in nome della famiglia. Con la moglie Giulia hanno regalato a Vale la gioia di essere nonno.

Al termine, l’aperitivo preferito di Valerio, Campari e Gin e tutti con in testa lo stesso cappellino blu autografato. Ghiro! Una carezza al ghiro Una carezza al ghiro

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.