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Una strategia per non perseverare

Il pensiero di un maestro di sci di oggi si intitola: “Una strategia per non perseverare”.
Il 16 marzo la nostra Associazione (AMSI) ed il Collegio Nazionale hanno inviato un comunicato stampa per sottolineare la criticità della situazione con particolare riferimento alla mancanza di adeguati ristori, sin qui promessi ma ancora non elargiti. Il comunicato stampa fa innanzitutto riferimento alla umiliazione perpetrata ai danni della categoria la sera del 14 febbraio e non si può non essere d’accordo.

Nonostante che il protocollo, relativo agli strumenti ed alle procedure da seguire per potere operare in sicurezza, fosse stato approvato dal CTS (Comitato Tecnico Scientifico), la sera prima della tanto agognata apertura, fissata per il 15 febbraio, è arrivato il dietro front del Governo. Oltre al danno anche la beffa, per avere costretto agli operatori della neve ad effettuare investimenti in ottemperanza alle linee guida indicate dal protocollo.

Dobbiamo tuttavia sottolineare come la umiliazione subita dalla categoria dei Maestri di sci abbia origini più lontane, da quando cioè è iniziata la stagione invernale.

Il comunicato stampa fa esplicito riferimento alla legge 81/1991, la quale riconosce i maestri di sci come professionisti, inquadrandoli in un ordine professionale (Collegi Regionali e Collegio Nazionale). Ebbene, a questa categoria di professionisti sono stati di fatto negati due diritti fondamentali che vale sempre la pena ricordare e cioè:

1) il diritto di potere usufruire degli impianti (qualora in funzione) e delle piste per potersi allenare in forma singola e per potere in ogni caso svolgere tutta una serie di attività, proprie di questa professione, anche in assenza di Clienti (ad esempio per potere raggiungere la sede della scuola sci, per fare test sulla attrezzatura, per preparare filmati promozionali, per svolgere compiti di natura amministrativa).

Sul punto era sufficiente una più attenta lettura del DPCM nella sua interezza, non limitandosi solo all’articolo sullo sci, per concludere che il diritto di cui sopra non è mai stato astrattamente negato, e che il provvedimento governativo non intendeva affatto farlo.

2) Il diritto di potere insegnare (ottemperando ovviamente a tutte le misure necessarie per il contenimento della pandemia), che una erronea e superficiale lettura del decreto (decreto che in realtà prevede solo norme generali rivolte al pubblico e non contiene mai in nessuna sua parte alcuna disposizione rivolta alle singole professioni ) ha creduto di poter negare.

Si è ritenuto infatti che il diritto di insegnare fosse consentito solo ad alcuni maestri di sci, nei confronti dell’unico pubblico ammesso sugli impianti, in quanto provvisti di titoli federali, che però sono incarichi di natura squisitamente sportiva e pertanto, contrariamente al titolo di Maestri di sci, sono ininfluenti dinanzi alle Legge.

Questa discrepanza nel trattamento, dovuta alla superficialità di lettura del decreto, ha causato un inevitabile danno di immagine attraverso una falsa percezione pubblica tra Maestri di serie A e Maestri di serie B, oltre che un evidente danno economico.

Il comunicato stampa termina dicendo che i Maestri di sci meritano il rispetto dovuto a qualsiasi categoria di “lavoratori”.

Peccato che il rispetto non si evidenzi soltanto attraverso la erogazione dei ristori ma anche e soprattutto si basi sulla rivendicazione, sinora drammaticamente trascurata, degli inalienabili diritti sopra menzionati, unici per garantire la “sopravvivenza fisica” della Categoria. Da questi diritti occorre ripartire per impostare una strategia che impedisca nella prossima stagione il ripetersi di quanto avvenuto.

Roberto Tomatis

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.