Turismo

Arabba, biliardo verticale

Ad Arabba la perfezione della neve incontra la sfida della verticalità, oggi lampante nel progetto narrativo «Un Biliardo. Verticale». Un concept innovativo, nato dal confronto tra Funivie Arabba e il content creator e ambassador Mattia Davare, che ridefinisce il modo di raccontare lo sci più autentico e tecnico, mettendo al centro l’anima più radicale del comprensorio: le piste nere di Porta Vescovo.

L’idea parte da un’espressione familiare a ogni sciatore per descrivere la perfezione della neve appena battuta – «una pista tirata come un biliardo» – e la trasforma in qualcosa di nuovo, potente, quasi provocatorio. Perché ad Arabba quel biliardo non è orizzontale: è verticale. Ripido, esigente, spettacolare. Una promessa di qualità estrema, dove la battitura impeccabile incontra pendenze che sfidano la gravità e mettono alla prova anche gli sciatori più esperti.

Il concept si inserisce nel progetto #nobaddaysforcarving, ideato da Mattia Davare, e parla a una community di sciatori evoluti, alla ricerca di sensazioni vere, di linee precise tracciate su pendii severi, di discese che richiedono concentrazione, tecnica e rispetto per la montagna.

Se la cura maniacale dei gattisti trasforma i pendii in tappeti vellutati e privi di imperfezioni, è la morfologia unica di Porta Vescovo a trasformare quel «tavolo» in una sfida verticale e nel cuore pulsante di questo nuovo racconto. Qui, in quella che storicamente è considerata la patria delle piste nere nel Dolomiti Superski, lo sci diventa un esercizio di precisione: ogni curva è una scelta, ogni errore si paga, ogni discesa regala adrenalina pura.

I tracciati del biliardo verticale di Arabba

Tra i tracciati simbolo spicca la Fodoma, 3,6 chilometri di sci impegnativo con un avvio leggendario: un muro di 500 metri che raggiunge il 55% di pendenza e scompare alla vista, imponendo una conduzione impeccabile. La Sourasass, lunga 3,3 chilometri, offre invece un susseguirsi di muri tecnici fino al 45%, ideali per chi ama il ritmo e la continuità su forti pendenze. A queste si aggiunge la Variante Nera Ornella, raccordo tecnico con pendenza media del 44%, perfetto per tracciare linee millimetriche su una superficie da manuale. E poi c’è la Burz, la nera storica che si tuffa verso il paese di Arabba. Nata nel 1956 per gli allenamenti olimpici, raggiunge una pendenza massima del 58% ed è oggi il punto più ripido dell’intero comprensorio: un muro che non perdona, ma che ripaga con emozioni autentiche.

Arabba, i pilastri dell’eccellenza

«Un Biliardo. Verticale». non è solo uno slogan, ma il racconto di un’identità costruita su tre pilastri solidi: preparazione maniacale delle piste, grazie a un lavoro notturno di altissimo livello; esposizione a nord, che garantisce una neve compatta e performante per tutta la stagione, fino a primavera inoltrata; un DNA tecnico senza compromessi, che rende Arabba una destinazione pensata per «sciatori veri», consapevoli, appassionati. Un tempio della verticalità dove l’adrenalina è di casa.

Aperti sino al 19 aprile

Con il lancio di questo nuovo concept, Funivie Arabba invita gli appassionati a non accontentarsi di una semplice discesa, ma a vivere un’esperienza di precisione geometrica e potenza fisica. Arabba si conferma così la meta per eccellenza per chi desidera dimenticare l’auto e vivere lo sci in modo totale grazie a un’esperienza Ski In / Ski Out senza eguali.

Nel cuore strategico del Dolomiti Superski, con collegamenti diretti verso Marmolada, Sellaronda e Giro della Grande Guerra, Arabba si conferma una delle destinazioni sciistiche più complete e tecniche dell’arco alpino. Grazie all’esposizione favorevole e alla qualità del suo «biliardo verticale», la sciabilità d’eccellenza è garantita fino alla chiusura degli impianti, prevista per il 19 aprile 2026.

About the author

Andrea Ronchi

Andrea Ronchi è milanese di nascita e di cuore, rigorosamente a strisce rossonere. Ama lo sport in generale e da ragazzo si è cimentato in diverse discipline. Discreto tennista e giocatore di pallone, è rimasto folgorato dalle palline con le fossette in tarda età, o meglio, troppo tardi per ambire a farne una carriera ma sufficientemente presto per poter provare il brivido e la tensione dell’handicap a una cifra. La passione lo ha portato a fare del golf un lavoro e oggi, oltre a essere responsabile dei progetti speciali della rivista Golf & Turismo, è prima firma di Quotidiano Sportivo. Quando la neve copre i fairway prende gli sci, sua altra grande passione, e gira per le Alpi, a "tallone libero", “costretto” dal suo ruolo di vicedirettore della Rivista Sciare.

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