Turismo

Arabba, dove la Fodoma diventa un biliardo verticale

Fra gli sciatori che frequentano Arabba circola da anni un’espressione precisa: «piste tirate come un biliardo». Il comprensorio l’ha fatta propria, al punto da presentare la Fodoma, una delle sue discese più impegnative, come il «biliardo verticale». Dietro la formula ci sono due elementi concreti: pendenze importanti e una battitura curata nei minimi dettagli.

Il lavoro si fa di notte. Dopo la chiusura degli impianti i gattisti preparano le piste fino a ottenere una superficie compatta e regolare, pronta per la prima discesa del mattino. È un compito che richiede esperienza e una conoscenza approfondita del territorio, metro per metro.

Arabba, snodo per i grandi giri sulle Dolomiti

Arabba, frazione di Livinallongo del Col di Lana, si trova fra il Passo Pordoi e il Passo Campolongo. Il comprensorio locale conta 62 chilometri di piste, che diventano circa 500 grazie ai collegamenti diretti con le aree vicine. L’offerta è pensata soprattutto per sciatori esperti: la Fodoma e la Sourasass hanno tratti molto ripidi, mentre la Burz e le piste del Porta Vescovo richiedono una buona tecnica.

Arabba è anche uno dei punti di accesso alla Sellaronda, il giro sciistico attorno al Gruppo del Sella che attraversa quattro passi e quattro valli ladine. Da qui si raggiungono il Giro della Grande Guerra, percorso che tocca i luoghi del fronte dolomitico del 1915-1918, e la Marmolada, con la lunga discesa da Punta Rocca verso Malga Ciapela.

Tutta l’area rientra nel Dolomiti Superski, che con un unico skipass permette di sciare su circa 1.200 chilometri di piste. Gli impianti sono alimentati da energia rinnovabile e molte strutture ricettive del paese consentono di partire e rientrare con gli sci ai piedi. La stagione è prevista da fine novembre a fine aprile.

About the author

Andrea Ronchi

Andrea Ronchi è milanese di nascita e di cuore, rigorosamente a strisce rossonere. Ama lo sport in generale e da ragazzo si è cimentato in diverse discipline. Discreto tennista e giocatore di pallone, è rimasto folgorato dalle palline con le fossette in tarda età, o meglio, troppo tardi per ambire a farne una carriera ma sufficientemente presto per poter provare il brivido e la tensione dell’handicap a una cifra. La passione lo ha portato a fare del golf un lavoro e oggi, oltre a essere responsabile dei progetti speciali della rivista Golf & Turismo, è prima firma di Quotidiano Sportivo. Quando la neve copre i fairway prende gli sci, sua altra grande passione, e gira per le Alpi, a "tallone libero", “costretto” dal suo ruolo di vicedirettore della Rivista Sciare.

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