Turismo

C’è già voglia di sci estivo…

Il Pensiero di un maestro di sci di oggi si intitola: “C’è già voglia di sci estivo”.
Adesso si scopre che il virus “corre” sui mezzi pubblici e pure a scuola. Bene, anzi male! Peccato però che la montagna e i suoi impianti siano stati sempre visti come pericolosi “mezzi di trasporto” per il contagio, senza che nessun dato lo abbia comprovato scientificamente.

Lasciando il liberi tutti sui metro, sui bus e nelle aule. Il pugno di ferro in nome della salute pubblica è calato sempre e soltanto sulle vacanze invernali.

Ed è continuato anche con questo nuovo DPCM, che blocca tutta la montagna fin dopo Pasqua. Non che queste feste avrebbero salvato la stagione. Intanto la curva dei contagi aumenta, nonostante il lockdown di questi mesi.

Gli operatori turistici della montagna (ma anche del mare) chiedono al Governo risposte chiare e precise riguardo l’estate. Ormai non è più soltanto una questione di ristori, per la montagna si tratta di avere certezze, già stressata oltre ogni limite, dopo un inverno con fatturati pari a zero.

Per quanto riguarda lo sci, tutti gli appassionati si augurano che si possa presto ritornare a parlare anche di “sci estivo”. Ieri frequentato da atleti e pochi sciatori turisti, da domani, si spera, meta privilegiata per i tanti appassionati che non hanno potuto sciare quest’inverno.

Ecco perché è assolutamente necessario avere dal Governo e dal CTS precise garanzie affinché la stagione dello sci estivo possa partire in tutta sicurezza.

Con la certezza di poter finalmente ritornare a lavorare. Risposte che devono arrivare per tempo. Le aspettano anche quei maestri di sci che sui ghiacciai insegnano e che hanno il diritto di conoscere il proprio futuro. Possibilmente non la sera prima.

La domanda, onde evitare altri ritardi, è molto semplice: per lo sci estivo, saranno validi i protocolli di quest’inverno? Sempre imbarchi contingentati e numero chiuso di sciatori?

Skipass online con quali modalità e priorità di vendite? Nel caso per esempio di Cervinia, il cui ghiacciaio è in territorio svizzero (dove peraltro gli impianti sono rimasti aperti tutto l’inverno), ci saranno nuove disposizioni per chi vorrà sciare?

Problemi che necessitano di risposte veloci. Per lo Stelvio e la Val Senales avremo orari scaglionati, prima gli atleti e poi i turisti?

Rimane ovviamente l’incognita degli spostamenti da Regione a Regione, cosa non da poco, e dunque ritorna d’attualità quel famoso “corridoio” che consenta, oltre ai soggiorni nelle seconde case, anche quelli nelle strutture alberghiere.

Togliendo pure il divieto di cenare nei ristoranti, altro fattore penalizzate. Con le attuali limitazioni in vigore nelle regioni di colore arancione e giallo, le vacanze estive sarebbero a rischio.

O perlomeno non avrebbero numeri tali da giustificare la tanto auspicata ripresa. Per fortuna la montagna ha il suo asso nella manica: il mare. Aprire un ombrellone è però molto diverso che aprire al pubblico una funivia o un albergo. Draghi lo sa?

Walter Galli
P.S. In tutto questo disastro si è capito quanto gli impianti di risalita siano fondamentali per l’economia delle località. Chiusi quest’inverno, la filiera del turismo si è bruscamente fermata. C’è già voglia di C’è già voglia di

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.