Turismo

Fiemme e Fassa unite dall’Avisio: nasce un viaggio lungo cinquantasette chilometri

Le distanze cambiano poco. Quello che cambia davvero è il modo di viverle. Per raggiungere Penia bastavano pochi minuti anche prima. Oggi quei minuti hanno il rumore dell’Avisio, il profilo delle Dolomiti, i campanili che accompagnano la valle da un paese all’altro. Gli ultimi 6,5 chilometri completano un percorso che unisce Fiemme e Fassa seguendo l’acqua, quasi fosse sempre esistito.

Gli ultimi 6,5 chilometri, aperti fra Fontanazzo e Penia, completano la ciclopedonale delle Dolomiti di Fiemme e Fassa. Il percorso raggiunge quasi cinquanta chilometri, cinquantasette considerando i collegamenti con i centri abitati, e diventa il più lungo del territorio montano trentino. Da Molina di Fiemme fino a Penia la bicicletta segue l’Avisio quasi senza interruzioni. Chi vive la valle trova un collegamento quotidiano. Chi arriva in vacanza scopre un modo diverso di attraversarla.

All’inaugurazione ha partecipato anche il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti. Accanto a lui amministratori, tecnici e rappresentanti del territorio hanno condiviso il traguardo di un’opera attesa da molti anni.

«Non inauguriamo soltanto un nuovo tratto di ciclovia», osserva il presidente dell’Apt Val di Fassa Fausto Lorenz. «Prende forma una visione che tutela il nostro patrimonio naturale e permette a residenti e ospiti di vivere la valle in modo diverso».

Quelle parole trovano conferma anche nei numeri. Durante il 2025 lungo la ciclopedonale sono transitati 273 mila utenti. Uno su tre ha scelto di percorrerla a piedi. La bicicletta rappresenta soltanto una parte di questo viaggio. Il percorso accompagna una passeggiata, una famiglia con il passeggino, il tragitto verso il lavoro, una giornata di vacanza, un’escursione lungo il torrente.

L’investimento di oltre 2 milioni di euro ha richiesto interventi complessi. Il nuovo tratto costeggia l’Avisio, supera le confluenze del rio Duron e del rio Antermont, attraversa un territorio delicato che ha richiesto ponti, opere di protezione e soluzioni capaci di inserirsi nel paesaggio senza alterarne l’equilibrio.

Lo sguardo, però, arriva già oltre. Il presidente Fugatti immagina una rete destinata a crescere ancora, fino a collegare Penia con Trento attraverso un itinerario continuo, un progetto che accompagna lo sviluppo del cicloturismo, favorisce gli spostamenti quotidiani e guarda anche ai Mondiali di ciclismo del 2031.

Un’altra possibilità prende forma salendo verso i passi dolomitici. Il nuovo collegamento permette infatti di raggiungere attraverso le bike lane anche il Sella e il Pordoi, montagne che appartengono alla storia del Giro d’Italia e all’immaginario di ogni appassionato di ciclismo.

Fra i tanti interventi ascoltati durante l’inaugurazione, uno guarda più lontano degli altri. Il sindaco di Canazei Giovanni Bernard pensa ai bambini che ogni mattina raggiungono la scuola.

«I nostri scolari potranno utilizzare questa via per andare alle scuole di Canazei e Campitello in sicurezza.»

Forse il futuro della ciclopedonale comincia proprio da qui. Prima arriveranno i cicloturisti. Poi gli appassionati, le famiglie, chi sceglierà una passeggiata lungo l’Avisio. Un mattino, senza che nessuno ci faccia più caso, quella strada accompagnerà anche uno scolaro verso la scuola.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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