Turismo

Le società impianti: “Noi siamo pronti!”

L’estate sta arrivando e le società impianti hanno messo a punto un protocollo di sicurezza che li porta a dire: “Noi siamo pronti“. Il fatto è che a questa “voce” non è stata ancora data alcuna risposta.

Per questo motivo, Anef, Associazione Nazionale Esercenti Funiviari, lancia una specie di appello affinché anche questo settore venga preso al più presto in considerazione. Sottolineando che proprio dall’apertura degli impianti dipende gran parte dell’economia del settore turistico.

Come avevamo già anticipato a metà aprile con un’intervista a Valeria Ghezzi, Presidente Anef, l’associazione ha costituito un gruppo di lavoro per studiare una sorta di piano sicurezza.

Ad oggi, purtroppo, non è ancora stata definita una data di apertura per gli impianti a fune a livello nazionale. Tutti gli operatori capiscono la gravissima emergenza e la necessità del Governo di dare priorità ad altre decisioni.

Tuttavia la crisi del turismo coinvolge anche gli impianti a fune quale settore trainante dell’economia di montagna. Risulta pertanto urgente pianificare la riapertura.

Abbiamo la necessità – afferma ANEF – di definire al più presto la data della ripartenza, che ci auguriamo possa essere in prossimità della data di riapertura di bar e ristoranti.

Gli impianti a fune sono il volano di un’importante filiera, che a valle trova albergatori, commercianti, maestri di sci e guide alpine, ristorazione. E a monte, grazie a costanti e ingenti investimenti diretti, genera lavoro per imprese locali e non, innescando un processo virtuoso con benefici in termini di benessere sociale e introiti per le casse dello Stato”.

La montagna, nei prossimi mesi, sarà certamente la meta prediletta di moltissimi italiani. I suoi spazi aperti e l’aria pura la rendono infatti ideale per una vacanza nella delicata fase di ripartenza post Covid-19.

Tanto le passeggiate estive quanto lo sci invernale, oltretutto, sono attività che ben si prestano ad essere svolte da soli o in ridottissimi nuclei familiari, secondo le attuali disposizioni e norme vigenti.

Abbiamo urgenza di riaprire – dichiara Valeria Ghezzi, Presidente di ANEF – e dimostrare che, con le giuste cautele, gli impianti possono essere fruibili già da questi mesi estivi.

In quanto sono un mezzo che garantisce un trasporto sicuro, di breve durata e molto ben areato”.

LE MISURE DI SICUREZZA
Proprio per questo, nelle scorse settimane, auspicando una prossima riapertura del settore, ANEF ha elaborato e sottoposto all’attenzione del Governo una serie di regole e comportamenti virtuosi per garantire la sicurezza dei lavoratori e degli utenti.

L’attività degli impianti a fune è di trasporto e pertanto soggetta alle regolamentazioni del Ministero dei Trasporti. Presenta tuttavia una forte valenza turistica, ambientale e di valore strategico per gli equilibri socio-economici del sistema montagna.

Attività che la rende presidio del territorio. Con una particolare attenzione ad aspetti idrogeologici, di manutenzione di boschi e prati, corsi d’acqua e strade forestali.

La sostenibilità sociale e ambientale che la caratterizza, quindi, la rende profondamente diversa dalle altre attività di trasporto. E per questo motivo, spiega la Presidente, “Non è possibile adottare misure similari a quelle del trasporto urbano ed extraurbano.

Sia per ragioni tecniche (la durata del trasporto sugli impianti a fune difficilmente supera gli 8 /10 minuti). Sia per ragioni pratiche connesse ai servizi correlati al trasporto funiviario (parcheggi, casse, conformazione della stazione di partenza, assistenza agli utenti sul piano di imbarco)”.

LE PROPOSTE
Come già si è avuto modo di constatare all’inizio dell’emergenza sanitaria, ridurre la portata e quindi limitare il numero di utenti trasportati simultaneamente sugli impianti, non è efficace. Né idoneo ad evitare gli assembramenti.

Al contrario, l’effetto rilevato è stato un allungamento dei tempi di attesa in coda, con conseguente aumento del rischio per i turisti, in particolare quando l’attesa avviene al chiuso e senza dispositivi di protezione individuale.

La scelta di ANEF è quindi di bilanciare l’affluenza con la portata, favorendo il più possibile la fluidità e la costante mobilità. In assenza di code, infatti, il riempimento dei veicoli si riduce automaticamente.

Tra le misure di sicurezza proposte, l’obbligo del distanziamento fisico di almeno 1 metro tra le persone. Questo in tutte le fasi preparatorie al trasporto (transito dal parcheggio, coda alla cassa, coda ai tornelli, accesso alla stazione di partenza, sala d’aspetto, ecc.). Quindi l’obbligo di utilizzare mascherina e guanti per l’estate (da non togliere mai durante il trasporto).

Obbligatoria l’areazione della cabinovia e funivia con il blocco di uno o più finestrini anche durante il trasporto. L’apertura delle porte delle cabinovie o funivie (solo se vuote) per una areazione completa laddove possibile.

E l’igienizzazione  delle cabine. Difficile, per ora, l’ipotesi di procedere alla misurazione della temperatura degli utenti tramite dispositivi tipo termoscanner. Questo a causa della scarsa attendibilità di questo tipo di procedure.

Risulta evidente che le soluzioni più idonee per tutelare la salute di utenti e lavoratori consistono nell’adozione di protocolli e regole di comportamento basate anche sulla ragionevolezza e il rispetto tra le persone.

PERCHÉ RIAPRIRE
Rappresentando la struttura portante delle stazioni turistiche di montagna e un valore per la tenuta degli equilibri socio-economici dei territori e dei sistemi turistici montani, si evince  come gli impianti a fune necessitino di un ruolo attivo anche – e specialmente – in questo momento.

Senza dimenticare che gli sport estivi in quota (escursioni, bike, arrampicata,…) ma anche quelli invernali (sui ghiacciai) rappresentano attività più che idonee in questo momento. Proprio grazie alla morfologia stessa della montagna, che coi suoi spazi sconfinati consente di percorrere ampie distanze in solitaria senza per forza imbattersi in altre persone.

Valeria Ghezzi, presidente Anef

L’APPELLO AL GOVERNO
Le misure proposte sono improntate ad una reale valutazione delle caratteristiche specifiche del servizio di trasporto funiviario, che si differenzia in modo significativo dalle altre tipologie di trasporto pubblico di persone.

ANEF propone inoltre al Governo che le suddette misure siano oggetto di una valutazione e di un’eventuale revisione a scadenze ravvicinate (es. ogni 2 mesi). In questo modo si renderebbero più possibile coerenti con l’evolversi del contesto sanitario nazionale e con le esigenze dell’utenza.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.