Turismo

Lo chalet dove il ritmo di Lisa Vittozzi prende forma

C’è un luogo, a Sappada, dove il biathlon non fa rumore. Non ci sono poligoni, né bersagli da centrare, né cuori accelerati dalla volata finale. Eppure, entrando, si percepisce subito che qui vive un’atleta. O meglio: qui si respira una certa idea di atleta.
Si chiama Chalet Lisa Vittozzi. Ed è lo spazio dove una delle numero uno del biathlon mondiale è diventata… ospite della propria storia.

Un rifugio che assomiglia a chi lo ispira

Il progetto nasce da una passeggiata. Una di quelle in cui si parla del più e del meno, finché un dettaglio non accende tutto. Silvia Zambon e Massimiliano Stoffie, anime di Eirl Dolomites Retreat Sappada, mostravano l’area dei loro chalet all’amico Silvio Fauner. Lui ha guardato, annusato l’aria, osservato la luce filtrare tra i tronchi. E ha riconosciuto qualcosa:
«Qui sembra casa. Qui sembra dove ci si allena, dove si diventa atleti.»

Da quella suggestione, la scelta è stata naturale: dedicare uno chalet a Lisa Vittozzi, la campionessa nata a Sappada che ha trasformato il legame con il territorio in una delle sue forze più profonde. Non un omaggio, ma un dialogo. Un ponte tra sport, comunità e ospitalità alpina.

Una casa che allena, una casa che cura

Lo Chalet Lisa Vittozzi è appartato, quasi nascosto. Dentro, il legno del “blockbau” alpino non è decorazione, ma architettura che respira. C’è una stanza multifunzione che sembra uscita da un ritiro di preparazione: macchinario polifunzionale, spazio per allenarsi, una sauna privata che rimette in equilibrio ciò che i chilometri tolgono.
Fuori, invece, la natura fa il resto.

Lisa lo descrive così: «Un luogo dove rallento. Qui faccio cose semplici: una colazione vera, leggere vicino al fuoco, prendere il sole. Qui ritrovo il ritmo della montagna.»
È questo il paradosso: uno chalet votato allo sport che insegna, prima di tutto, a respirare.

Un inverno che corre verso Anterselva

Nel 2025 Eirl Dolomites Retreat trasforma questa filosofia in esperienza. Per il mese di febbraio nasce un pacchetto dedicato agli appassionati del grande biathlon:
trasferimenti giornalieri verso le gare di Anterselva, navette dagli aeroporti del Nordest, attività outdoor, sci di fondo, ciaspolate, fiaccolate, lezioni di sci, collegamenti con Zoncolan e con la ski area di Sappada.
Un ecosistema di movimento che completa ciò che lo chalet suggerisce: sport e silenzio, adrenalina e lentezza.

Il significato nascosto di uno chalet dedicato

Il Chalet Lisa Vittozzi non è una celebrazione: è un luogo che racconta una visione. Quella di un territorio che riconosce nello sport un’identità, un’educazione, una forma di appartenenza.
Qui l’ospite non “entra” semplicemente nella casa di un’atleta. Entra nelle coordinate di un atleta: il legame con la montagna, la cura del dettaglio, la disciplina nascosta sotto ciò che è semplice.

È un invito a vivere la montagna come la vive chi la conosce davvero: tra movimento, natura e un silenzio che allena più di qualsiasi pistola elettronica. E a Sappada, questo silenzio porta un nome: Lisa Vittozzi.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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