Turismo

L’oasi felice del Pian Munè, dove i bambini sciano gratis!

Non è Campiglio, non è Cortina o Kitzbühel, ma con tanto orgoglio è Pian Munè, l’oasi felice della Valle del Po, dove i bambini sciano completamente gratis. Probabilmente pochi sanno che esiste questa piccola località, a 35 km da Saluzzo, paese natio di Paolo De Chiesa. Siamo in provincia di Cuneo , comune di Paesana, e la storia di questa piccola località merita applausi per una lunga serie di motivi.

Tra quelli che ci colpisce di più tocca l’aspetto sociale. Il Pian Munè è diventata una vera e propria comunità. Che Marta e Fritz, dal 2012, hanno costruito quasi dal nulla. Intendiamoci, la stazione ha iniziato a vivere negli Anni 70 e come altre realtà di quell’epoca ha tirato avanti finché ha potuto. Otto anni fa però la seggiovia aveva bisogno di lavori per poter aprire.

Nessuno si era fatto avanti fin quando Marta e Fritz che frequentavano la stazione da turisti, hanno fatto la scelta della vita. Ovvero dare un vestito alla stazione che ormai era rimasta nuda. Parallelamente il Comune, proprietario degli impianti, ha tenuto duro, consegnando loro le attività della stazione. Che non vive solo di sci alpino, ma di tutto ciò che si può fare in montagna in inverno. Quindi escursionismo, scialpinismo, ciaspole… E la stessa cosa accade in estate. Così, dopo tre stagioni, nel 2015, la seggiovia ha ripreso a funzionare e Pian Munè è tornato a disposizione degli sciatori.

La strada
In questa grande sintesi l’abbiamo fatta breve, ma nel mezzo ci sono stati infiniti episodi che rendono il lavoro di questa coppia a dir poco eroica. Come la lotta fatta per la manutenzione della strada provinciale che da Paesana raggiunge il Pian dopo 13 km. Le intenzioni erano quelle di chiuderla, perché lassù non ci sono seconde case o attività alberghiere.

E spender soldi solo per qualche appassionato sembrava poco conveniente per l’apparato politico e amministrativo. A quel punti Marta e Fritz le hanno pensate tutte per contrapporsi a questa scellerata decisione. Tra coloro che sono riusciti a smuovere le acque e a far cambiare idea alle autorità c’è stato proprio Paolo De Chiesa.Appena ho saputo di questa nefanda notizia ho cercato di darmi da fare perché si potesse cambiare idea. Alla fine mi arrivò la telefonata Di Gianna Gancia, Presidente della Provincia di Cuneo, che avrebbe lavorato in tal senso.

La protesta di Paolo ebbe un felice risvolto e la Provincia riapri la strada. “Anzi – dice Marta – Oltre a essere perfettamente asfaltata, sul percorso si trovano anche tavoli per i pic-nic qualora i turisti volessero fermarsi e respirare questo angolo di natura”.

La Ski Area
Il potenziale della stazione sciistica è di circa 2500 sciatori, più gli extra sciatori. La ski area, tra i 1.500 e i 2000 metri, è servita da una seggiovia che serve la pista rossa, la più nota, recentemente ristrutturata. Poi c’è uno skilift che serve altre 4 piste, una delle quali omologata Fisi, una solitamente riservata agli sci club. Ancora Marta: “Stiamo progettando un altro skilift anche se è collocato in una zona abbastanza bassa, quindi a rischio neve. L’idea è quindi quella di portarlo in quota. Ma nei programmi futuri c’è il grande passo della neve artificiale. La Regione ha già stanziato un finanziamento importante per dare il via alla prima parte dei lavori, previsti per la prossima primavera”.

Il Pian Munè è di fatto una comunità: “In effetti un migliaio di famiglie vengono qui su regolarmente. Piace molto la nostra formula. I bambini sciano con i maestri, nel frattempo mamma e papà si dedicano alle attività sportive alternative. Significa divertimento e relax per tutti!”.
Ma anche dell’altro: “Di fronte alla reale problematica di una bassa percentuale di bambini che si approcciavano allo sci  –  continua Marta. abbiamo valutato il da farsi rendendosi conto che l’aspetto economico fosse andato a fondersi con un cambio di abitudine sociale.

Per cui la giornata sugli sci in montagna per la famiglia era diventata ormai un’occasione rara e generalmente non d’abitudine. Mentre dovrebbe essere, almeno per le famiglie che in vallata ci vivono, quasi il quotidiano del tempo libero nel periodo invernale“.

Così, per equilibrare l’impegno economico e  ritorno alla cultura dello sci come occasione per trascorrere il tempo libero in famiglia, nell’estate del 2017 Marta e Fritz hanno costruito una promozione speciale.

Dedicata a tutti i ragazzi fino ai 14 anni residenti nella vallata (un raggio di circa 25 km dalla stazione) con la possibilità di avere l’abbonamento stagionale completamente gratuito. E un prezzo decisamente favorevole per i genitori. In questo modo le famiglie avevano garantita una stagione invernale low cost in montagna. Dove comunque lo sci non è l’unica pratica sviluppata.

La fornula
Della nostra proposta è piaciuta l’offerta di una montagna a 360°. Ci siamo resi conto che all’interno dello stesso nucleo familiare, non tutti sciano. Eppure fino a una decina di anni fa le stazioni sciistiche, in particolare quelle piccole, proponevano esclusivamente lo sci da discesa. Considerando gli altri sport invernali non direttamente generatori di introiti economici, qualcosa che non li riguardasse, anzi.

Ad oggi, una famiglia che raggiunge Pian Munè può: sciare, ciaspolare, praticare lo sci alpinismo (su itinerari battuti dal gatto delle nevi e dedicati). Divertirsi sul bob, rilassarsi nelle aree solarium, pedalare con le Mtb o le Fatbike su itinerario, pranzare o cenare nei rifugi.

Marta e Fritz sulle “loro” piste”. Dice Marta: “È anche nelle realtà piccole, ma ben organizzate come la nostra che nasce la passione per lo sci. Le grandi stazioni ricevono la visita di chi si è avvicinato alla neve e ha scoperto la bellezza della montagna passando prima da località come Pian Muné”.

Cosicché ognuno, in base alle proprie esigenze, può scegliere cosa fare in luogo contenuto. Dove tutti si ritrovano pur facendo cose diverse.
La promozione ha da subito riscontrato un ottimo successo in quelle famiglie dove lo sci faceva già parte del loro tempo libero.

E un discreto successo in quelle famiglie dove invece lo sci era ancora qualcosa di quasi sconosciuto. Conferma anche Paolo: “Pian Muné mi piace un sacco. Soprattutto per fare sci alpinismo, attività che mi affascina sempre di più.

Poi Marta e Fritz sono fantastici. Fritz, che in realtà si chiama Andrea, oltre a essere maestro di sci con il quale condivido qualche discesa, è anche il mio idraulico di fiducia. Fenomeno anche in questo! Assieme hanno costruito e sistemato tutto, rifugio compreso. Una meraviglia e si mangia divinamente! Pensa che da casa, da Saluzzo, tutta la zona del Pian Croesio ce l’ho proprio di fronte”.

Nell’arco di quattro stagioni è aumentata la percentuale delle famiglie che si sono fidelizzate, non solo allo sci, chiaramente, ma anche alla piccola località turistica.

Ad oggi si contano circa un migliaio di famiglie fidelizzate che per una realtà come quella di Pian Munè significa la certezza di una clientela all’interno della località tutto l’anno.

Sì perché da essere la classica piccola località sciistica aperta 3-4 mesi l’anno, oggi Pian Munè è aperta 365 giorni l’anno con servizi diversificati nei vari periodi dell’anno.

La promozione
Per la stagione 2020/21 la Promozione per i ragazzi continua ad essere proposta con formule dedicate ai residenti e non e la voglia di sviluppare questo angolo di Paradiso è sempre più grande. L’importante è guardare lontano e avere il coraggio di cambiare le cose quando queste non vanno, anziché cercare i colpevoli.

La presa di consapevolezza che lo sci abbia bisogno di nuovi metodi di sviluppo è stato fondamentale per trasformare Pian Munè in quello che è oggi. Una realtà turistica che funziona, dove la presenza imponente e meravigliosa del Monviso fa da contorno a un luogo piacevole e organizzato e non l’unico motivo per cui ci meritiamo i clienti che abbiamo.


Ancora i gestori del Pian Muné, Marta Nicolino e “Fritz”, Valter Bossa, ma solo per l’anagrafe. Se lo chiamate così non si gira nemmeno!

 

About the author

Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.