Turismo

Quando le case non sono “seconde” a nessuno

Il “Pensiero di un maestro di sci” di oggi si intitola: “Quando le case non sono “seconde” a nessuno

C’è un tema che a una prima lettura potrebbe sembrare secondario: quello delle seconde case e degli alberghi. La montagna è praticamente chiusa, preclusa al turismo. Qualche concessione dal Governo per queste vacanze di Natale è stata fatta. Ma sono misure davvero risibili.

Come per le seconde case, raggiungibili solo e soltanto dai proprietari residenti nella stessa Regione. Chi abita però a Milano e possiede, ad esempio, un alloggio in Valle d’Aosta non vi si può recare. Così come un bolognese non può raggiungere Campiglio o Cortina se lì ha casa.

Ovvio che con queste misure adottate da Roma, le già poche presenze turistiche diminuiscono ancora di più. Per non parlare degli alberghi, penalizzati oltre modo dalle tante restrizioni che il nuovo DPCM ha imposto durante queste festività.

Morale, la quasi totalità di tutte queste strutture ha chiuso i battenti. E sono altre presenze in meno che si aggiungono alla lista delle seconde case.

Fortunatamente si è allargato (non senza qualche pretestuosa polemica) il numero degli “atleti di interesse nazionale”, includendo anche le categorie “Children”, “Baby” e Super Baby”.

Dare la possibilità anche ai più giovani di stare all’aria aperta, in pista, di poter sciare, credo sia davvero un’ottima cosa, sia da un punto di vista psicologico, mentale, che di salute, benessere fisico.

Favorendo pure quel piccolo indotto di presenze turistiche di genitori-accompagnatori. Numeri non certo alti, ma pur sempre numeri.

Legato a questo tema, la nostra Federazione, con salti davvero mortali, sta comunque facendo il possibile (e l’impossibile) per rispettare i calendari di gara grazie all’aiuto delle (poche) stazioni aperte.

L’agonismo senza le gare non avrebbe senso. Dunque ben vengano i contribuiti per tutte quelle stazioni che lavorano in questa direzione, permettendo allenamenti e ospitando gare.

Va meglio, per queste vacanze di Natale, allo sci alpinismo, pratica permessa senza limitazioni, tranne ad esempio in Valle d’Aosta dove vige l’obbligo di uscire con una guida alpina, almeno fino al 24 dicembre (a meno di ulteriore estensione dell’ordinanza). Così come per il fondo; tant’è che molti appassionati, in “astinenza” dallo sci di discesa, hanno optato in queste giornate di festa per le “pelli” e il “passo alternato”. Ottimo, il che dimostra quanto piace la neve. Forse meno al Governo.

Walter Galli
P.S. Gente per le strada (prima il via libera, adesso colpa di chi va in giro), mezzi pubblici senza controlli per chi sale, modalità e date per riaprire le scuole ancora da decidere: “A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si indovina”, frase ormai storica di Giulio Andreotti. Si aprirà…?

Foto di Grant GundersonQuando le case non

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.