Cinquant’anni rappresentano un tempo lungo per qualsiasi infrastruttura di montagna. La seggiovia che dal 1976 accompagna sciatori ed escursionisti da Scopello all’Alpe di Mera ha attraversato generazioni, trasformazioni del turismo e profonde evoluzioni tecnologiche, fino a raggiungere il momento del passaggio di testimone. Al suo posto prende forma una telecabina destinata a cambiare il rapporto fra la valle e uno dei suoi balconi più conosciuti.

Il sopralluogo effettuato dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dall’assessore regionale alla Montagna e Sistema Neve Marco Gallo ha permesso di verificare l’avanzamento del cantiere, ormai entrato nella fase più significativa, insieme ai rappresentanti delle istituzioni e degli enti che hanno accompagnato un percorso progettuale sviluppato nell’arco di diversi anni. Erano presenti anche Francesco Pietrasanta, presidente dell’Unione Montana dei Comuni della Valsesia, Luciano Zanetta, presidente di Monterosa 2000, Francesco Zambon, presidente di Finpiemonte Partecipazioni, il sindaco di Scopello Antonella De Regis e i rappresentanti dei soggetti coinvolti nella realizzazione dell’opera.
L’intervento supera il semplice rinnovo di un impianto di risalita. L’Alpe di Mera consolida infatti il proprio ruolo all’interno del sistema Monterosa attraverso un collegamento progettato per rispondere alle esigenze della montagna contemporanea, dove lo sci continua a rappresentare il motore principale accanto a escursionismo, ciclismo, attività outdoor e turismo familiare.
Il progetto vale 23 milioni di euro, frutto di un’operazione finanziaria costruita attraverso il contributo del Ministero del Turismo, della Regione Piemonte, di Finpiemonte Partecipazioni, della Provincia di Vercelli, dell’Unione Montana dei Comuni della Valsesia e degli enti territoriali coinvolti. Parallelamente la revisione dell’Accordo di Programma mette a disposizione 8,8 milioni di euro regionali destinati al comprensorio Monterosa, con 4,2 milioni riservati alla nuova telecabina Scopello-Mera e 4,6 milioni agli interventi programmati a Macugnaga.

Dal punto di vista tecnico l’impianto svilupperà 2.344 metri di linea superando un dislivello di 865 metri. Il collegamento unirà Scopello (695 metri), la stazione intermedia a 1.060 metri e l’Alpe di Mera (1.560 metri) attraverso 40 cabine da dieci posti, sostenute da 19 sostegni, con una velocità di esercizio di 6 metri al secondo e una capacità variabile fra 1.400 e 2.400 persone l’ora. Il tempo di percorrenza scenderà a circa otto minuti, migliorando comfort, accessibilità e capacità di trasporto.
L’entrata in esercizio è prevista entro dicembre 2026, in tempo per l’apertura della stagione invernale 2026-2027.
La nuova telecabina rappresenta uno dei tanti interventi che negli ultimi anni stanno ridisegnando il volto dell’impiantistica italiana. Per molto tempo il giudizio su un impianto si fermava alla lunghezza della linea, alla portata oraria o alla velocità di risalita.

Oggi quei numeri continuano ad avere un’importanza fondamentale, ma raccontano soltanto una parte della storia. Un collegamento moderno modifica l’immagine di una località, ne rafforza l’attrattività, favorisce nuovi investimenti e contribuisce a determinare le scelte di chi dovrà trascorrervi una settimana bianca, una vacanza estiva o anche soltanto una giornata.
La telecabina di Mera nasce con questa responsabilità: raccogliere l’eredità di un impianto che ha accompagnato mezzo secolo di storia e consegnare alla Valsesia uno strumento capace di sostenerne la crescita per molti anni ancora.
Identikit della nuova Scopello-Mera
Sviluppo: 2.344 m
Dislivello: 865 m
Cabine: 40 da 10 posti
Sostegni: 19
Portata: 1.400-2.400 persone/ora
Velocità: 6 m/s
Tempo di risalita: 8 minuti
Entrata in servizio: dicembre 2026
Investimento: 23 milioni di euro






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