Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige, protagoniste dei Giochi olimpici e paralimpici Milano-Cortina 2026 in corso, si confermano regioni ad alta vocazione turistica dove il sistema montagna continua a giocare un ruolo strategico nel saper attivare filiere produttive estese, sostenere l’occupazione locale e stimolare investimenti infrastrutturali di lungo periodo. E mentre le regioni alpine protagoniste dei Giochi olimpici e paralimpici Milano–Cortina 2026 vivono settimane di grande visibilità internazionale, emerge con forza il ruolo strategico che il turismo montano continua a svolgere per le economie locali.
Lo conferma lo studio “L’economia della Montagna. Impatti e sfide del sistema montagna in Italia”, commissionato da ANEF a PwC Italia, che analizza l’impatto socio-economico del turismo legato agli impianti di risalita in Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto e nelle Province autonome di Trentino e Alto Adige. I risultati evidenziano come il turismo invernale non sia soltanto un settore turistico, ma un vero e proprio ecosistema economico capace di attivare filiere produttive estese, sostenere l’occupazione e generare importanti investimenti infrastrutturali.
Un moltiplicatore per l’economia dei territori
Secondo lo studio, il sistema degli impianti di risalita produce un effetto moltiplicatore molto significativo. Per ogni euro speso per skipass e servizi negli impianti, si generano: oltre 5 euro di spesa turistica locale, oltre 8 euro di giro d’affari complessivo sul territorio
Tradotto in numeri: nei territori analizzati 1,11 miliardi di euro di spesa diretta per impianti e servizi hanno generato 5,576 miliardi di spesa turistica locale (IVA esclusa). Questa dinamica ha attivato 8,941 miliardi di euro di valore della produzione e 75.236 unità di lavoro annue (ULA) tra occupazione diretta e indiretta.
Un impatto fiscale concreto per i territori montani
Il contributo del turismo montano si riflette anche sulle finanze locali. Nei territori analizzati, il sistema degli impianti ha generato 548 milioni di euro di gettito fiscale destinato a Regioni, Province e Comuni delle aree alpine. Un dato che rende evidente l’impatto quotidiano dello sci sull’economia locale: per ogni giornata sugli impianti di risalita il gettito fiscale medio per sciatore è pari a 15,5 euro.
Investimenti infrastrutturali: 291 milioni nel 2024
Un altro elemento chiave riguarda gli investimenti. Dai bilanci 2024 delle società di gestione emerge che 291 milioni di euro sono stati destinati alla realizzazione o al rinnovo delle infrastrutture — impianti, sistemi di innevamento, mezzi tecnici, macchinari e fabbricati.
Questa cifra rappresenta il 94% degli investimenti infrastrutturali nazionali del settore. La distribuzione territoriale degli investimenti evidenzia il peso delle principali destinazioni alpine: 30% Alto Adige, 27% Trentino, 21% Lombardia, 13% Valle d’Aosta e 9% Veneto.
Il settore dimostra inoltre una forte propensione all’investimento: per ogni milione di euro di valore della produzione generato dalle società di gestione, circa 250.000 euro vengono reinvestiti.
Innovazione e sostenibilità ambientale
Lo studio evidenzia anche i progressi sul fronte ambientale. Gli impianti di risalita rappresentano solo il 6% delle emissioni di CO₂ attribuibili al turismo montano, mentre le nuove tecnologie stanno contribuendo a migliorare l’efficienza energetica del settore. Tra le innovazioni più diffuse: sistemi Ecodrive per le seggiovie e generatori ad alta efficienza per l’innevamento programmato. Queste soluzioni consentono risparmi energetici fino al 20%, mentre cresce progressivamente l’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Il peso del sistema montagna in Italia
Guardando al quadro nazionale, il sistema montano italiano rappresenta una realtà economica di grande rilievo. In Italia si contano circa 2.500 comuni montani, che occupano il 35% del territorio nazionale e ospitano oltre 7 milioni di abitanti, più del 12% della popolazione. Il turismo rappresenta il motore economico di molti di questi territori: 51% dei comuni montani ha un’economia fortemente legata al turismo. La media è di 17 presenze turistiche per abitante, più del doppio rispetto alla media nazionale. Nel sistema montagna operano inoltre 552 mila unità locali di impresa, di cui 171 mila artigiane, con 1,8 milioni di addetti complessivi.
Oltre le Olimpiadi
Il messaggio dello studio ANEF–PwC è chiaro: il turismo montano non è solo un settore stagionale, ma una leva strutturale di sviluppo territoriale. La prospettiva che emerge è quella di un sistema economico capace di attrarre presenze internazionali, generare valore e sostenere occupazione locale. In questo senso, l’eredità delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 potrebbe tradursi in una nuova fase di investimenti e competitività per l’intero arco alpino italiano.






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