Turismo

Val Gardena in Costume, una storia che continua a camminare

Qualcuno sistema per l’ultima volta il cappello, una bambina liscia con le mani il grembiule ricamato mentre la banda accorda gli strumenti. Bastano pochi istanti e la musica riempie Santa Cristina. La sfilata prende forma, i colori si rincorrono lungo le vie del paese, i costumi raccontano una storia che la Val Gardena custodisce da secoli e continua a tramandare con lo stesso orgoglio.

Domenica 2 agosto torna Val Gardena in Costume, uno degli appuntamenti più sentiti dell’estate gardenese, una festa che ogni anno riunisce residenti e ospiti attorno alle radici della cultura ladina.

A sfilare sono centinaia di persone, famiglie intere, bambini, giovani e anziani. Ogni abito porta con sé un significato preciso, ogni ricamo parla della storia di una comunità, ogni particolare conserva il ricordo di un passato che continua a vivere nel presente.

Un tempo bastava osservare il costume per conoscere la persona che lo indossava. Il copricapo raccontava se una donna fosse sposata oppure nubile, mentre gli uomini riservavano alle ricorrenze più importanti il caratteristico Cneidl e Bagana, il cappello nero accompagnato dal tradizionale cappotto. Segni distintivi che ancora oggi trovano spazio nelle celebrazioni religiose e nelle occasioni più importanti della vita della valle.

La sfilata procede accompagnata dalle bande musicali, dai gruppi folkloristici e dalle associazioni locali. La musica accompagna ogni passo, il pubblico segue il corteo lungo le vie del paese, gli applausi si mescolano alle melodie e l’intera giornata assume il ritmo di una festa condivisa.

Agosto offre numerose occasioni per conoscere questo patrimonio culturale. Concerti, appuntamenti gastronomici, serate dedicate alle tradizioni, spettacoli folkloristici e incontri con la cultura ladina accompagnano residenti e visitatori in un viaggio che affianca ai paesaggi delle Dolomiti la ricchezza di una comunità rimasta profondamente legata alla propria identità.

La montagna, da queste parti, trova espressione anche attraverso la sua gente. I sentieri conducono alle cime, la storia continua invece nelle piazze, nelle case, nelle bande musicali, nei costumi tramandati di generazione in generazione, nelle mani di chi continua a custodire una tradizione che il tempo ha saputo arricchire senza modificarne il significato.

Val Gardena in Costume rappresenta tutto questo. Una giornata di festa, certo, soprattutto l’occasione per entrare in contatto con una cultura che continua a vivere ogni giorno dell’anno e che proprio nell’estate trova uno dei suoi momenti più belli da condividere.

Foto: Diego Moroder

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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