Gare

Combinata maschile, sorpresa Crawford ma Pinturault è l’uomo da battere

Dopo il SuperG della combinata femminile, sul medesimo tracciato, si è svolto quello maschile dove James Crawford è stato l’autentica sorprese della giornata. Sembrava tutto deciso con Pinturaul che aveva dettato legge quando il canadese, con pettorale 32, si è messo davanti a tutti. Specializzato nelle discipline veloci non avrà chance nella combinata, specie vedendo il tracciato dello slalom: lungo e ghiacciato. «Un tempo era una delle mie discipline – ha raccontato sorridete, soddisfatto della sua prova e consapevole che avrà poche chance – negli ultimi anni non mi sono allenato molto tra i pali e il mio miglior piazzamento risale a cinque anni fa!». La prova maschile, di altissimo livello così come quella femminile, ha completato la prima parte della lunga giornata delle combinate. Rispetto a quella delle donne però il tracciato disegnato sulle Tofane, data la differenza di velocità, è divenuto più stretto perdonando meno gli errori di linea.

Alexis Pinturault non ha disatteso i pronostici. Partito con il numero 5 ha sciato da subito fortissimo: deciso e sempre in spinta su tutti i 2150 metri del tracciato. È proprio lui l’uomo da battere e partendo con il numero due in slalom dietro a Crawford, non c’è infatti l’inversione dei pettorali, ha messo un’ipoteca sulla medaglia d’oro. Gli inseguitori guardano i distacchi dal francese, così per comodità abbiamo indicato noi di seguito.

Alle sue spalle Vincent Kriechmayr che è abituato a stare davanti a tutti nelle discipline veloci. Al traguardo non ha mostrato particolare soddisfazione (22/100), sa che pagherà dazio nello slalom. Kriechmayr è il primo di un terzetto austriaco alle spalle del leader francese. Al quarto posto Matthias Mayer che ha già vinto delle combinate e dirà la sua nella seconda manche. Ha accusato un ritardo nella prima parte della gara ma poi ha lasciato correre, grazie alle doti di discesista, recuperando al francese un paio di decimi. Certo, partirà dietro a Pinturaul (24/100) ma il podio è lì a portata di mano. Potrà puntare al gradino più alto Marco Schwarz che ha concluso a 35/100 di ritardo da Pinturault e sicuramente la sua prova nello slalom sarà una delle più attese.

Tre svizzeri seguito il terzetto austriaco. Loic Meillard è partito per primo, non aveva riferimenti e ha fermato il cronometro a 1:20,38 con un errore sul Rumerlo. Buona la prova dell’elvetico e 35/100 da Pinturault subito davanti ai connazionali Luca Aerni (45/100), che si è ritrovato in slalom e punterà all’oro, e Gino Caviezel (48/100).

Attenzione anche a Trevol Philp che, sceso con il pettorale 30, ha 92/100 di distacco da Pinturault.

Buona prova di Riccardo Tonetti che ha completato una discesa priva di errori. Ha sciato bene nei punti chiave rimanendo a 61/100 dal leader. «Volevo essere lì dove sono – ha detto – Ora si resetta e si parte con una nuova disciplina. È una gara secca. Si può recuparare. La pista dello slalom è molto ghiacciata. Mi sono allenato anche con gli slalomisti. Sono preparato, anche esserlo è una cosa e poi concretizzare è un’altra».

Non soddisfatto Christof Innerhofer che ha iniziato a perdere la linea ideale subito dopo il cancelletto. La sua discesa è stata tutta in recupero per la grande voglia di fare, che è divenuta strafare. Come detto gli errori di linea gli uomini li pagano cari sulle porte piazzate sulle Tofane. Così è stato e il suo ritardo di 1,76 non lascia spazio a particolari recriminazioni: «Non ho trovato le sensazioni che speravo. Sono stato troppo passivo risentendo della settimana di prove di discesa. Peccato.»

Giovani Franzoni era i più giovane tra gli atleti in gara: bresciano di soli 19 anni. Ha sciato benissimo dalla metà del tracciato all’arrivo. Ha lasciato correre gli sci mettendo in mostra le sue doti. Il distacco di 1,39 dal mostro Pinturault lo lascia soddisfatto e fa ben sperare per il futuro. «Prima gara in questo circuito di SuperG. Sono stato un po’ lento sino al secondo intermedio, la scorrevolezza non è tra le mie migliori doti. Poi sono riuscito a sciare alla pari dei primi nella parte più tecnica e sono soddisfatto».

LA CLASSIFICA

About the author

Andrea Ronchi

Andrea Ronchi è milanese di nascita e di cuore, rigorosamente a strisce rossonere. Ama lo sport in generale e da ragazzo si è cimentato in diverse discipline. Discreto tennista e giocatore di pallone, è rimasto folgorato dalle palline con le fossette in tarda età, o meglio, troppo tardi per ambire a farne una carriera ma sufficientemente presto per poter provare il brivido e la tensione dell’handicap a una cifra. La passione lo ha portato a fare del golf un lavoro e oggi, oltre a essere nel corpo di redazione della rivista Golf & Turismo, è prima firma di Quotidiano Sportivo e ospite fisso nella trasmissione televisiva Buca 9. Quando la neve copre i fairway prende gli sci, sua altra grande passione, e gira per le Alpi “costretto” dal suo ruolo di responsabile del turismo per la Rivista Sciare. È un duro lavoro, ma qualcuno le deve pur fare...