Attrezzatura

Colmar veste l’Austria: “In caso di Schnee”

Lo storico marchio monzese firma per quattro stagioni l’abbigliamento della nazionale biancorossa, dallo sci alpino allo sci paralimpico: tute da gara, giacche tecniche e un secolo di storia brianzola addosso agli avversari di sempre

Per mezzo secolo li abbiamo guardati dal parterre con il fiato sospeso. Le tute rosse e bianche dell’Austria al cancelletto di Kitzbühel, di Schladming, di Sölden, e dall’altra parte i nostri, la Valanga Azzurra prima e le generazioni venute dopo, a contendersi i centesimi come una questione di famiglia. Da questo inverno quel rosso porterà cucita una firma italiana. Colmar diventa partner ufficiale di Ski Austria per lo sci alpino e per lo sci paralimpico: per quattro stagioni, a partire dalla 2026/27, vestirà atleti e tecnici della squadra più titolata della storia.

La notizia parte da Monza, una città di officine e di nebbia a un’ora abbondante dalle prime piste. Qui nel 1923 la famiglia Colombo ha cominciato a cucire, e qui oggi Stefano Colombo, quarta generazione, guida un marchio diventato internazionale senza cambiare indirizzo. «La nostra storia è nata sulle piste da sci», racconta. «Collaborare con una delle federazioni più affermate dello sci alpino ci permette di rafforzare il nostro legame con questo mondo e il nostro impegno per la performance, la qualità e l’innovazione tecnica. Siamo orgogliosi di mettere la nostra esperienza al servizio del futuro di questo sport».

Per disegnare la collezione, gli stilisti di Colmar sono scesi negli archivi dell’azienda.

Fotografie ingiallite, grafiche d’epoca, modelli di decenni fa riletti con un linguaggio di oggi. Sopra, l’identità della federazione austriaca: il rosso protagonista, toni più scuri a dare profondità e il bianco a contrasto, per farsi riconoscere da lontano anche nella nebbia di una prova di discesa. Il cuore del progetto sta nella tuta da gara, dove l’Acon, il simbolo di Ski Austria, torna tono su tono come un motivo ripetuto, una specie di firma nascosta nel tessuto. Lo hanno già indossato Lukas Feurstein, Conny Hütter e Marco Schwarz, primi testimonial della nuova divisa.

La collezione comprende giacche e pantaloni da sci, giacche ibride e softshell, tute da gara. La giacca usa un tessuto four-way stretch con colonna d’acqua da 20.000 millimetri e traspirabilità da 20.000 grammi per metro quadrato nelle 24 ore: protezione da tempesta di neve e libertà di movimento da allenamento. La tuta, in materiale ad alta elasticità, punta su aderenza e aerodinamica, con il comfort necessario per i lunghi minuti in partenza.

E poi il dettaglio che strappa un sorriso. Lo storico claim del marchio, «In caso di neve», per l’occasione diventa bilingue: «In caso di Schnee». Un omaggio a un Paese dove la neve è paesaggio, cultura e religione sportiva, e insieme una strizzata d’occhio a chi, da questa parte del Brennero, la neve l’ha sempre vestita con stile.

Gli austriaci, sulle piste, resteranno avversari durissimi. Ma da questo inverno, ogni volta che uno di loro salirà sul podio, un pezzo di Brianza salirà con lui.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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