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La Pure Air di Energiapura non è solo una mascherina

La Pure Air di Energiapura sta andando a mille perché evidentemente piace, ma forse anche per un altro aspetto: non è solo una mascherina. O meglio, crediamo abbia anche un’altra funzione non meno importante.

A parte l’estetica, che si può avere in mille modi, sembrerebbe uguale a tante altre. Analizzandola più da vicino, però, si scoprono tante cose. Prima di tutto che non è un pezzo di stoffa con un elastico. L’azienda vicentina si è fin da subito catapultata a studiare un prodotto che fosse in linea con la propria policy. Che si basa sulla sicurezza. L’antitaglio è soltanto uno degli esempi.

L’aspetto più complicato è stato quello di recuperare le linee guida per realizzare un prodotto certificato. Banalità si penserà. Non lo è affatto. Le mascherine hanno sempre avuto un utilizzo diverso da quello che oggi serve per il Covid-19. Dunque, per non sbagliare, è stato improntato in azienda uno studio molto particolareggiato che è andato ben oltre le norme di sicurezza base richieste dalle normative.

Il gruppo di lavoro guidato dall’ingegnere Stefano Maldifassi, olimpionico di Skeleton e preparatore atletico, è arrivato a questa conclusione. Pure Air è un capo-barriera realizzato con l’abbinamento di ben tre strati di tessuto certificati. Uno dei problemi da risolvere, oltre a quello puramente sanitario e di protezione, è stato quello di non reprimere troppo la respirazione. Ce ne siamo accorti tutti, dopo dieci minuti si avverte davvero un senso di oppressione.

Secondo punto, la sanificazione. Ebbene, avviene con lavaggio pari o superiore a 60° e il vapore generato da un normale ferro da stiro, permettendo così di avere una mascherina pulita e disinfettata ogni giorno.

Da non dimenticar l’aspetto ambientale. Già arrivano le prime notizie di acque inquinate da migliaia di mascherine disperse nei mari, nei fiumi nei laghi! Pure Air evita i problemi di smaltimento delle mascherine monouso perché è praticamente eterna!

Smette di funzionare soltanto quando diventa lisa o si rompe. Né più né meno come qualsiasi capo di abbigliamento.

I materiali utilizzati sono studiati anche per essere anallergici e traspiranti e che non assorbono liquidi dall’esterno.

Quello descritto è l’aspetto puramente tecnico. Ma ce n’è un altro non di meno importanza o comunque non trascurabile.
Energiapura è un marchio nato e cresciuto in ambito agonistico giovanile. Segmento facilmente condizionato dalla moda e suscettibile alle tendenze. Ebbene, vedere un ragazzino con la mascherina indossata ha una valenza educativa molto importante.

Purtroppo molti giovani, forti della consapevolezza di essere invincibili, ignorano l’importanza di indossarla. Senza entrare in polemiche pseudo politiche finora ci hanno spiegato in mille modi che tale precauzione deve essere adottata e non solo per una normativa nazionale o regionale.

Dando per scontato questo, una mascherina siffatta lancia un messaggio importante in termini di sicurezza. Un ragazzino con la classica mascherina sanitaria azzurra la ignora anche perché, banalmente, non gli piace. O appena può se la infila in tasca.

Indossare invece una Pure Air fa figo! Non è certo questo lo scopo per cui è nata, ma se può fare leva sui giovani, ben venga! Che diventi pure un oggetto di riconoscimento, quasi di appartenenza. Il ragazzo non ne comprenderà forse fino in fondo le peculiarità tecniche, ma chi se ne importa. Quello che conta è la massima protezione. E se tale messaggio arriva da un ragazzo il valore è doppio.

Lo stesso obiettivo si raggiunge con il nuovo scaldacollo, dotato di mascherina incorporata. Qui se si vuole, l’aspetto estetico aumenta ancor di più il suo valore.

About the author

Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.