Attrezzatura

Quando due “Squadre” si incontrano sulla Saslong

Quando due “Squadre” si incontrano sulla Saslong
Questo è sicuramente il giorno più importante per l’organizzazione della Saslong. Il superG ha il suo perché, ma la discesa ha un fascino tutto diverso. Per chi la organizza è la gara delle gare, il momento in cui viene fuori in tutta la sua potenza l’orgoglio di essere gli attori nascosti di un grande show. E sono davvero tante le persone dello staff tecnico-organizzativo che si impegnano perché tuto sia perfetto.

Lo si deve alla storia cui la Val Gardena deve tanto. A partire dalla prima edizione del ’69 vinta dallo svizzero Jean Daniel Dätwyler. Ma ancor di più dai Mondiali del 1970 che lanciarono la valle nel mondo. Una pista che si distinse subito, col suo disegno, per la sua tecnicità e il desiderio di regalare più sci e meno pericolo, meno rischi.

Il comitato organizzatore: Rainer Senoner (direttore di gara), Claudia Riffeser (segreteria generale), Elena Novelli (World Cup Assistant), Monika Runggaldier (finanze & contabilità), Hannes Kröss (chief Communications Officer), Maycol Lambacher e Alan Senoner (tecnologia e IT), Horst Demetz (direttore pista), Manuela Perathoner (alloggio e Ufficio gare), Moritz Demetz (catering ed Eventi), Marcello Cobelli (ticketing e spettatori), Zenia Schenk (accrediti), Karl Demetz (viabilità e parcheggi), Damiano dell’Osbel (coordinamento generale stadio), Manuel Kostner (controllo accessi) 

E oggi, con la candidatura dei Campionati del Mondo del 2029 questo senso di responsabilità cresce ancor di più. È proprio questo spirito puro e cristallino che ha spinto la Head a creare un legame stretto con la Val Gardena e ancor di più con la Saslong. È per questo che la squadra di Rainer Senoner, deus ex machina del comitato organizzatore, porta i colori del marchio austriaco che si sta distinguendo sempre di più anche nel campo dell’abbigliamento.

«La collaborazione con Head – dice Rainer Senoner è frutto di una conoscenza del marchio che ci ha dato elevate garanzie di affidabilità, qualità dei propri prodotti e che abbiamo visto in questi anni fare passi da gigante. La collaborazione è stata siglata per due anni, e non è escluso che possa continuare anche in un futuro quando speriamo possa realizzarsi il nostro sogno di organizzare i Campionati del mondo del 2029».

Rainer Senoner  (presidente del Comitato Saslong), Roman Stepek (responsabile skiwear di Head) e Corrado Macciò (General Menager Head Italia)

All’organizzazione delle gare di Coppa del Mondo della Saslong si lavora sia negli uffici e soprattutto in pista. Ecco quindi che i capi scelti devono garantire una elevata protezione dagli agenti atmosferici, essere funzionali e confortevoli.

La Saslong è un appuntamento classico che dà prestigio e visibilità non solo alla Val Gardena e alle Dolomiti ma a tutto il comparto sciistico italiano e quindi anche i capi indossati devono essere belli da vedere.

«Un accordo molto importante per noi – dice Corrado Macciò, General Manager di Head Italia – sia come prestigio e sia soprattutto come banco di prova. Siamo molto orgogliosi che la Saslong ci abbia scelti e oltre all’indubbio prestigio che ne deriva è anche un importante banco di prova per lo skiwear Head.

La nostra non è solo una fornitura fine a se stessa ma è una vera e propria collaborazione. I nostri capi infatti sono indossati anche da chi lavora duro in pista in qualsiasi condizione ambientale.

Quando la Val Gardena passerà la parola all’Alta Badia per i due giganti di domenica e lunedì,

il progetto di collaborazione tra Head e la Saslong proseguirà.

Precisa Stefano: Questo appuntamento è un perfetto stress test che siamo sicuri riscuoterà un certo successo. I feedback poi che raccoglieremo arriveranno direttamente agli uffici di progettazione e sviluppo in casa madre. Da qui si partirà per studiare le nostre collezioni future».

Rainer Senoner, Roman Stepek a sinistra, Corrado Maccò e Stefano Silvestri (a destra) e al centro due testimoni della divisa ufficiale uomo-donna  del team Saslong, vestito Head

Dietro a una fornitura che per l’opinione pubblica potrebbe suonare apparentemente un atto banale, in realtà c’è dietro uno studio particolare quanto impegnativo.

«Quando siamo partiti con questa collaborazione – ci illustra Stefano Silvestri, category manager Head Italia – siamo stati noi a proporre capi in cui fossero presenti tutte le tecnologie che abbiamo sviluppato in questi anni per il nostro abbigliamento e questo devo dire ha colpito nel segno.

Come Head sono ormai tre anni che abbiamo sviluppato una nostra membrana. Permette di avere elevate caratteristiche di traspirabilità e impermeabilità fino a 20.000 colonne d’acqua. Ma ha anche il pregio di essere molto elastica. Questo ci consente di ottenere capi veramente confortevoli. È infatti inutile parlare di comfort di un capo quando la fodera o l’imbottitura non seguono i movimenti del corpo.

Questa caratteristica va poi ad influire anche sull’isolamento termico che, nei nostri capi, è ottimizzato appunto dall’ottima vestibilità.

Tra l’altro i materiali e i tessuti utilizzati sono di altissima qualità e in alcuni casi  sviluppo e produzione sono made in Italy. In questo modo si crea un controllo qualità diretto e immediato riuscendo, nonostante tutto ciò,  a ottenere un rapporto qualità/prezzo molto favorevole. 

Da non trascurare anche il lato estetico, che colpisce molto, e la cura dei dettagli in grado di fare la differenza proprio quando le condizioni ambientali sono più proibitive».

In questi giorni, grazie a questa nuova partnership, sulla Saslong si aggira un gruppo di clienti selezionati, in cui protagonista è la  collezione skiwear 22/23. Tutti i partecipanti indossano un capo griffato che porta il mito e il fascino della Saslong nei migliori negozi della penisola.


Il Consiglio

Presidente: Rainer Senoner. Consiglieri: Horst Demetz, Marcello Cobelli, Moritz Demetz, Igor Marzola, Manuela Perathoner, Werner Perathoner, Monika Runggaldier, Thomas Welander, Damiano dell’Osbel, Daniela Holzknecht, Ivo Senoner. Revisori: Thomas Weissensteiner e Hans Peter Perathoner. 

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.