Attrezzatura

Quando lo sciatore va all’attacco

Il titolo “Quando lo sciatore va all’attacco” è ovviamente giocato ma rappresenta un tema importantissimo legato alla sicurezza propria e altrui. Stiamo parlando della regolazione dell’attacco di sicurezza, tema che da sempre sta molto a cuore a Di o Palmi e alla sua Associazione Italiana Skiman.

Che è nata 25 anni fa per impegnarsi proprio nella sicurezza degli sciatori in pista. Giusto per ricordarlo, la struttura ha dedicato  tutti i fine settimana dell’ultimo inverno per offrire agli appassionati una “Diagnosi Gratuita dell’Attrezzatura”.

Ovvero a una verifica della regolazione degli attacchi di sicurezza, alla manutenzione delle lamine e della soletta. E soprattutto al dialogo con gli sciatori sulle motivazioni e le spiegazioni per avere l’attrezzatura in ordine per sciare in sicurezza e le norme legali esistenti.

La cosa che balza immediatamente agli occhi dei nostri tecnici, e si sta ripetendo da alcuni anni, è l’aumento di sciatori che “ricominciano” a sciare dopo parecchi anni di assenza dalle piste.

Le motivazioni sono varie: la nascita di figli e il desiderio di iniziarli allo sci. Il lavoro diventato sempre più impegnativo che richiama al desiderio di relax. E non ultimo incidenti sulla neve che hanno allontanato dallo sci con ripercussioni sulla presenza in famiglia.

Ed è proprio questo ultimo elemento che ci fa riflettere e ricercare una analisi delle motivazioni relative agli incidenti.

La regolazione degli attacchi è supportata dalla NORMA ISO 11088. Purtroppo la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori, maestri di sci, addetti alla vendita degli attrezzi, addetti ai noleggi, non conoscono questa norma.

E se ne hanno sentito parlare non la utilizzano, esponendosi così a responsabilità di tipo legale, quando vengono chiamati a rispondere con denunce.

Sono in crescente aumento le cause civili a seguito di incidenti. Con tutte le possibilità messe a disposizione dalla tecnologia informatica (chi non ha il telefonino oggi?), sono sempre di più coloro che la usano con applicazioni bellissime.

Che ti fanno sapere quante ore hai sciato, quali dislivelli hai compiuto o la velocità media e massima ottenuta. Fino ad arrivare alle calorie consumate ed eventualmente ingurgitate con spuntini o pranzi in quota che in condizioni normali sarebbero in grado di stendere un cinghiale, e quanto altro.

I nostri tecnici hanno passato più di 150 giorni (fino ai primi di marzo), a spiegare al pubblico la funzionalità di alcune app gratuite.  Molto utili perché permettono di capire qual è la regolazione corretta in base all’età, alle capacità tecniche, al peso, altezza e lunghezza della suola dello scarpone in millimetri.

Sentirsi invece dire che chi ha regolato l’attacco si è limitato a domandare il peso dello sciatore, disturba non poco!

La mancanza di informazione da parte dell’appassionato si può comprendere, o quantomeno è giustificabile. Non è invece tollerabile che questo capiti aggli addetti ai lavori! È una gravissima mancanza di competenza e di professionalità.

Per far comprendere semplicemente come funziona la norma ISO 11088 facciamo un esempio. Sciatore oltre i 50 anni, peso circa 80 Kg, altezza 180 cm e suola di scarpone lunga 315 millimetri.

Se è uno sciatore principiante dovrà avere una regolazione all’attacco di 4,7 DIN, se è uno sciatore medio la regolazione salirà a 5,7 DIN, se è uno sciatore esperto la regolazione sarà 6,8 DIN.

Ebbene, balza subito all’occhio che la differenza in aumento della regolazione è di quasi il 50%. E casualmente non è neanche vicina al valore simile al peso di 80 Kg.

Significa che voler utilizzare i numeri DIN come se fossero Kg è un arbitrio che solo un incompetente può prendere in considerazione.

Per entrare nel merito, la norma non parla di chilogrammi ma parla di NEWTON.

Vale la pena di spiegare che il valore DIN 4,7 per un principiante è la semplificazione che corrisponde al valore in newton da 40,5 a 54,9 per il puntale e da158,4 fino a 214,4 per la talloniera.

Il valore DIN 6,8 dell’esperto corrisponde a newton da 54,8 a 74,2 per il puntale e da 220,4 a 298,2 per la talloniera.

L’Ente DIN ha semplificato in numeri semplici i dati Newton in quanto troppo lunghi per essere contenuti nelle finestrelle degli attacchi che sono necessariamente piccole.

Questi dati espressi in poche righe devono fare riflettere e far comprendere che troppo spesso si mette la propria sicurezza e incolumità in mano a chi non ha competenza.

Come per le automobili è necessaria una revisione periodica. Le officine professionali sono dotate di attrezzatura a norma per eseguirla.

Anche per lo sci vi sono laboratori attrezzati con macchine elettroniche che verificano la funzionalità dell’attacco con il proprio scarpone.

Quest’ultimo con suola usurata ha attriti maggiori soprattutto sul puntale che fanno variare la regolazione anche di un punto DIN.

Spesso nei controlli che vengono fatti alla Scuola Skiman notiamo che dopo pochi anni di utilizzo le molle degli attacchi non hanno più le prestazioni che avevano da nuovi. Vanificando così la correttezza della regolazione. Purtroppo le molle – parti meccaniche – possono cedere.

Vi sono catene di noleggi di qualità che sostituiscono il parco sci dopo due al massimo tre anni proprio per questi motivi. Se pensiamo che ai nostri tecnici in pista arrivano sciatori per far verificare gli sci che hanno 15/20 anni dicendo naturalmente che si trovano benissimo…

Altri elementi importanti per la sicurezza sono la manutenzione delle lamine e della soletta.

Lamine arrugginite e/o con angoli non adeguati che fanno correre rischi in quanto non adatte a tenere su nevi dure o in velocità.

Pochi si rendono conto che in una “sciata disinvolta” si raggiungono velocità di 50/60 chilometri ora. A 20/30 Km ora difficilmente vi sono importanti problemi di tenuta degli sci ma a velocità superiori i rischi aumentano in modo esponenziale.

La soletta adeguatamente e costantemente sciolinata rende lo sci scorrevole e facilita la sciata in particolare modo alle basse velocità.

Oggi le scioline in commercio sono così pratiche e di facile utilizzo che in cinque minuti di manutenzione giornaliera si è nelle condizioni di sciare bene, in sicurezza e di godere a pieno delle giornate sulla neve.

Il consiglio dell’Associazione Skiman è di portare in laboratorio gli sci a inizio stagione per una messa a punto ed una verifica degli attacchi di sicurezza.

È bene sapere che le leggi regionali superano quella nazionale e in termini di sicurezza sono migliorative, ad esempio in Piemonte vi è l’obbligo del casco fino a 18 anni contro i 14 della legge nazionale.

Lo skipass deve obbligatoriamente avere l’assicurazione e allo sciatore ha già la propria gli viene applicato uno sconto, la manutenzione dell’attrezzatura è una responsabilità dello sciatore e, in caso di incidente grave il giudice richiede l’esame alcolimetrico e tossicologico. Proprio come negli incidenti d’auto.

Non si vuole fare del terrorismo ma la conoscenza del decalogo dello sciatore, delle norme che regolano la taratura degli attacchi, l’uso del casco SEMPRE e il buon senso contribuiscono alla riduzione degli incidenti in montagna con un risparmio economico per tutta la comunità.

Dino Palmi
(Presidente Associazione Italiana Skiman – Responsabile Scuola di Formazione Skiman)
Per informazioni: info@associazioneskiman.it

 

About the author

Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.