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Chris Benchetler illumina il Mottolino Slash Party by Atomic

Aria sottile, luce di primavera e neve morbida a fare da palcoscenico a un racconto che ha unito gesto atletico e immaginazione. Il 25 aprile al Mottolino di Livigno ha preso forma un’esperienza capace di parlare a chi vive il freeski come linguaggio personale, intrecciando performance, creatività e senso di appartenenza. Un appuntamento dal valore strategico per Atomic, ma soprattutto un momento denso di energia condivisa, dove ogni dettaglio ha contribuito a costruire un’atmosfera memorabile.

Il Mottolino, già teatro delle recenti competizioni freestyle dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, ha ribadito il proprio ruolo di riferimento internazionale. Tra linee perfette e strutture che invitano all’espressione, il park ha accolto oltre 400 rider e appassionati, trasformando la giornata in un flusso continuo di movimento e ispirazione.

La Big Air Jam Session ha dato il via alle danze: un format aperto, dinamico, scandito da trick audaci e interpretazioni personali dello spazio. Giovani talenti e nomi affermati hanno condiviso lo stesso kicker, alimentando un dialogo immediato tra generazioni. In palio, un simbolo della nuova visione del brand: gli Atomic Bent Decode, sci pensati per chi concepisce il park come tela su cui lasciare un segno.

In quota, a 2.400 metri, la Pozza Slash ha acceso entusiasmo e adrenalina.

Spruzzi d’acqua, velocità e traiettorie creative hanno trasformato ogni passaggio in un piccolo spettacolo, sospeso tra gioco e sfida. Un momento diventato icona, specchio di un approccio libero e spontaneo allo sci. Grande curiosità anche per la preview della collezione. Atomic 2026-27. Sotto gli scarponi, la nuova Bent Series ha raccontato un’evoluzione concreta: materiali, geometrie e sensazioni pensati per accompagnare i rider in una dimensione sempre più fluida tra park e freeride.

Il pomeriggio ha cambiato ritmo, spostando l’energia dalla neve al cuore del paese. All’Headquarter del Mottolino, la community ha trovato uno spazio più raccolto, quasi intimo. Il Bent Museum, con le sue 18 edizioni di sci disegnati da Chris Benchetler, ha offerto un viaggio nella visione artistica di uno dei nomi più influenti del freeski contemporaneo. Linee, colori e storie che raccontano anni di evoluzione, tra montagna e immaginazione.

La presenza di Benchetler ha aggiunto profondità all’intera giornata. Arrivato dagli Stati Uniti, ha incontrato il pubblico in un dialogo diretto, autentico. Dalle radici a Mammoth Lakes fino ai progetti cinematografici con Nimbus Independent, il suo percorso ha ridefinito il modo di interpretare il backcountry. L’arte, elemento centrale del suo universo, ha preso forma anche dal vivo: due caschi Atomic trasformati sotto i suoi gesti, destinati a entrare nella collezione permanente del museo. Un atto creativo che unisce oggetto e visione, tecnica e sensibilità.

“Essere qui a Livigno è qualcosa di speciale. Energia autentica, una community che vive il freeski con passione e creatività. Occasioni come questa uniscono persone e idee, permettendo allo sport di evolversi. Il freeski per me è espressione, è arte, e vedere questo spirito così vivo in Italia è incredibile”, ha raccontato Benchetler.

La sera ha portato con sé un altro momento intenso: la première esclusiva di “Mountains of the Moon”. Oltre 120 persone raccolte davanti allo schermo per un racconto visivo che esplora libertà, esplorazione e connessione con l’ambiente. Immagini che scorrono come poesia in movimento, capaci di restituire l’essenza più pura dello sci contemporaneo.

Chris Benchetler col nostro giovanni Migliardi intervenuto all’evento

Le parole di Luca Tavian, Marketing Manager Atomic Italia, sintetizzano lo spirito dell’evento: “Un modo autentico per ispirare le nuove generazioni e restare vicini alla community. Il freeski celebrato nel playground più iconico d’Italia, insieme alla crew del Mottolino e a Chris Benchetler, ha reso questa giornata davvero epica.

Dalla visione di Ian Rocca, Mottolino Ski Area, emerge il desiderio di tornare alla radice più genuina del freestyle: condivisione, divertimento, apertura verso ogni tipo di pubblico. Dalle famiglie agli sci club, fino ai rider più esperti, ogni presenza ha contribuito a creare un’atmosfera inclusiva e viva.

Anche Noah Wallace, Sports Marketing Manager Freeski, ha colto l’essenza dell’iniziativa: persone di tutte le età in montagna, neve primaverile, energia diffusa e un finale cinematografico firmato Benchetler. Sorrisi come risultato naturale di una giornata costruita con autenticità.

Per Atomic, il Mottolino Slash Party ha rappresentato molto più di un evento: una dichiarazione di intenti. Vicinanza alla community, esperienze capaci di lasciare traccia e uno sguardo costante verso le nuove generazioni. Una traiettoria che unisce innovazione e cultura, tecnica e immaginazione, con la montagna sempre al centro.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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