Tra i momenti più attesi del Giro d’Italia 2026, la tappa Aosta–Pila si candida come una delle più spettacolari. In programma sabato 23 maggio, è la quattordicesima frazione della Corsa Rosa: 133 km e oltre 4.400 metri di dislivello interamente in Valle d’Aosta, la regione più alta d’Italia. Un percorso duro, tecnico e scenografico che porterà sulle strade valdostane il meglio del ciclismo mondiale, mentre migliaia di tifosi assisteranno dal vivo a una giornata di grande sport.
Non solo agonismo ma una vetrina internazionale
Non solo agonismo: il Giro d’Italia in Valle d’Aosta è anche una vetrina internazionale. Le immagini televisive mostreranno a milioni di spettatori un territorio unico, tra patrimonio storico, natura alpina e cultura. Dalla partenza ad Aosta, l’antica Augusta Prætoria fondata in epoca romana, fino all’arrivo a Pila a 1.800 metri, il tracciato è un viaggio continuo tra passato e presente.
La tappa è caratterizzata da cinque Gran Premi della Montagna, di cui tre di Prima Categoria. Si parte subito con la lunga salita di Saint-Barthélemy (15,8 km al 6,5%), che conduce verso uno dei cieli più limpidi delle Alpi, sede dell’Osservatorio Astronomico regionale. Dopo una discesa tecnica, si risale verso Doues e la Valpelline, territorio autentico e patria della Fontina DOP, simbolo della tradizione casearia valdostana.
Il terzo GPM, Lin Noir, riporta sopra Aosta con una salita breve ma intensa (7 km all’8%), offrendo una vista spettacolare sulla città romana. Segue Verrogne, immersa in un paesaggio intatto fatto di borghi in pietra e panorami aperti sulla valle centrale, tra castelli storici e vigneti.
Il gran finale è la salita verso Pila da Gressan: pendenze impegnative, fino all’11%, e un arrivo che premierà solo i più forti. In cima, però, la fatica lascia spazio a uno scenario straordinario: Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso disegnano un anfiteatro naturale unico.
Il Giro d’Italia e la Valle d’Aosta si confermano così un connubio perfetto tra sport e territorio. La tappa del 23 maggio sarà più di una gara: un racconto in diretta di una regione autentica, capace di lasciare il segno e invitare a tornare.






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