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Ninna Quario porta lo sci nel salotto del Panathlon

Dopo aver visto alla festa dei 100 anni Fisi le atlete Azzurra in sfavillanti abiti da sera, ecco in gonna lunga Ninna Quario che porta lo sci nel salotto del Panathlon di Biella. La slalomista Azzurra protagonista dei primi anni ’80, ha accettato, infatti, il cortese invito di una folta schiera di appassionati. Sostenuti in primis dal centenario Sci Club Biella (presieduto da Filippo Barbera), dall’amico Piero Ramella, storico negoziante della provincia piemontese. E dal giornalista Fabrizio Corbetta, autore di una non semplicissima ricerca di articoli, foto e filmati.

Ninna Quario con Piero Ramella ( a sinistra), Marco Liore e un amico tra i 50 presenti

Com’è andata? Il racconto di Ninna…

È stato clamorosamente bello ed emozionante. Oltre a questo ho scoperto una cosa di me che non sospettavo. So condurre da sola una serata per due ore! Per l’amor del cielo, rispondo sempre a domande, partecipo a tavole rotonde e cose simili. Ma ieri sera il Presidente del Panathlon di Biella, Luca Monteleone, mi ha messo in mano il microfono e via… Un vero e proprio monologo!

Per fortuna, nel corso della serata, i presenti, esattamente 50 persone (numero chiuso, vedi regole covid), mi hanno poi bombardata di domande. Abbiamo toccato qualsiasi argomento inerente allo sci. Dalle gare dei miei tempi a quelle di Federica, dall’evoluzione dei materiali a quella della tecnica, dall’esperienza giornalistica a quella di mamma. Insomma, proprio tutto. Come dicevo prima, non sono mancate le emozioni.

Almeno per me. Perché quando mi hanno detto “adesso guarda questo filmato” e ho rivisto immagini che non pensavano fossero ancora reperibili, beh… È passata alla storia la mia lacrima dopo aver perso la medaglia ai Mondiali di Schladming. Ebbene, quella maledetta è uscita anche ieri sera! Ma si è consumata anche una scena che mi ha fatto letteralmente venire la pelle d’oca.

Lo Sci Club Biella ha pregato Ninna di consegnare a Federica questo piccolo ma sentito regalo. Perché fin da quando era ancora nelle giovanili, Federica è  entrata nel cuore dei ragazzini dello sci club. Da allora fanno tutti il tifo per lei.

Viene proiettato un filmato del 1985, Campionati Italiani Assoluti a Cervinia. Sono al traguardo del gigante maschile quando mi si avvicina un bambino con in mano una cartolina e una penna. Ovviamente gli faccio l’autografo con una breve dedica. Ebbene quel bimbo oggi ha 48 anni, è socio del Panathlon di Biella e me lo sono ritrovato ieri dinnanzi a me. In mano aveva quella cartolina, conservata con impeccabile cura. È difficile per me descrivere l’emozione che ho provato, ma penso sia facile da immaginare.

Al termine della serata il presidente mi ha confidato come l’attenzione percepita in quella storica sala non si avvertiva da tantissimo tempo. “Per un’ora e mezza hai tenuto la platea inchiodata. Non è volata una mosca, pendevano tutti dalle tue labbra” – mi ha detto.

Beh, dire che sono onorata è poco! Mi fa anche immensamente piacere che ci sia tanta gente così appassionata.

La location, il teatro sociale di Biella, palazzo meraviglioso dell’800, ha reso poi tutto ancora più affascinante. Compresi quei vecchi Maxel e Rossignol che hanno appoggiato sulla parete alle mie spalle. Merito dello storico ricercatore di sci antichi Alberto Vineis.

Tra i presenti anche il Sindaco della città, Claudio Corradino, naturalmente appassionato di sci e persona di una simpatia unica! Poi a mezzanotte Conte ha fatto suonare la campanella e… tutti a casa! Un’ultima cosa che mi ha un poco sorpresa. Immaginavo di trovarmi dinnanzi a una platea di persone dai capelli bianco-neve. Invece ho riscontrato una media molto più bassa. Tra questi, anche diversi personaggi del nostro mondo, come Marco Liore, fratello di Luca, per anni allenatore Azzurro, oggi al Comitato Asiva. O Alberto Monticone, cittì Azzurro del KL. E poi, da ieri sera, un sacco di nuovi amici.

Con questo spirito ora salgo in macchina per raggiungere Sölden. Mi sembrerà di Volare!

Si ringrazia per le immagini Fotottica Fighera Biella

About the author

Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.