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Biathlon: staffetta alla Norvegia, Lisa e Doro non bastano

L’ultima gara di biathlon della prima trasferta di Coppa di Östersund va alla Norvegia che vince la staffetta 4×6 km, mentre a noi Lisa e Doro non bastano. Eccezionali le frazioni delle due Azzurre ma Gontier, in seconda frazione, non tiene il passo e fa franare in fondo alla classifica la squadra. In ultima Federica Sanfilippo imita Nicol e dalla nona piazza recuperata finiamo in dodicesima a 4 minuti! D’altra parte si dice – a torto o a ragione – che si vince e si perde in quattro. Agli Azzurri ieri era riuscito! Piazza d’onore a sorpresa per la Svizzera mentre le atlete di casa sono terze.

C’è delusione in casa Azzurra, ma pià che altro preoccupazione se il pensiero va un attimo ad Anterselva. Dove le tensioni saranno maggiori. Qui Gontier e Sanfilippo di pressioni ne avevano davvero poche addosso ma hanno ceduto mentalmente. perché in tante occasioni hanno fatto vedere di saperci fare. Essere sul livello di Lisa e Dorothea è impossibile, ma non glielo chiede nessuno. Speriamo si riprendano.

Eppure eravamo partiti, come sempre, alla stra grande. Che Lisa Vittozzi potesse transitare prima, con un solo errore in piedi,  nella frazione d’apertura ci sta, tutto normale. 13 secondi sulla Norvegia di Knotten, 14 sulla Svezia di Person, 31 su Francia e 33 su Germania. Che poi Nicole Gontier combinasse un pasticcio al suo primo poligono a terra ci sta allo stesso modo. Scena già vista. Peccato perché nel primo tratto di fondo è stata molto efficace. 5 errori, uno di troppo perché dopo un po’ le cariche finiscono. Questo ha permesso alla Svezia della Oeberg di andarsene via, inseguita dalla francese Braisaz e dalla stessa Tandrevold anche lei non impeccabile al tiro.

Forse demoralizzata Nicole ha poi ceduto anche nel fondo facendosi risucchiare al settimo posto fino al suo secondo poligono. Dove i problemi sono aumentati: solo due bersagli colpiti. A quel punto la gara delle Azzurre è già da archiviare anche se le vie del Biathlon sono infinite. Nicol cede il passo a Dorothea Wierer, con Svezia in leggero vantaggio su Francia e poi un terzetto con Norvegia, Svizzera e Germania a 16 secondi.

Doro è la numero uno ma obiettivamente due minuti e mezzo non li può recuperare nemmeno Mazinga. Si esce dal primo poligono della terza frazione con la Norvegia (Eckoff), Svezia (Brorsson) e Svizzera (Gasparin ) separate da soli 5 secondi, mentre la Germania è quarta a una decina di secondi assieme alla Francia.

Wierer è un demonio e recupera una ventina di secondi e una posizione: dodicesima. C’è il secondo poligono e può capitare ancora di tutto.

Ad esempio che la Brorsson faccia netto e se ne scappi via inseguita dall’elvetica Gasparin, altrettanto brava. E che invece la Eckoff vada in tilt e perda 26 secondi con la Francia a un pattino. La norvegese poi si scatena nel fondo e ripara il danno recuperando una decina di secondi e rimettendo in corsa per la vittoria la squadra. Nel frattempo Wierer è undicesima a +1″45 secondi. Come dire, quasi un minuto recuperato sulla prima. E questa la dice tutta!

L’ultima frazione è appassionante con Svezia, Norvegia e Germania appiccicate, la Svizzera a 6 secondi e l’Austria a 24. Poi Roeiseland passa la Oeberg e l’elvetica Haecki supera la tedesca Preuss. Per noi c’è Federica Sanfilippo che parte decima a +1″46. Con un garone forse possiamo acciuffare l’ottava posizione. Primo poligono dell’ultima frazione: Roeiseland è un cecchino formidabile. Federica ne sbaglia tre!

Solo la norvegese non sbaglia un colpo tra le atlete di testa e se ne scappa. Oeberg invece s’incanta e rovina la festa in casa sua. Così la Svizzera si trova incredibilmente al secondo posto a 13 secondi, mentre Preuss insegue a +20. Svezia deve recuperare 24 secondi. In 4, dunque, per tre posti. Sanfilippo recupera posizioni ma non il tempo. Finiremo a oltre 4 minuti con 5 giri di penalità. Vince la Norvegia. Anzi, stravince per netta superiorità sia al tiro che nel fondo. Roeiseland alza le braccia in solitaria. Le atlete di casa cedono alla Svizzera che compie un autentico miracolo.

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About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.