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Bormio: Dominik Paris se li è mangiati tutti!

Siamo sulla Stelvio di Bormio che diamine, la pista di Dominik Paris e lui come sempre se li è mangiati tutti! Mettetevelo in testa, su questa pista Domme è imbattibile o se preferite non è battibile.

Una dimostrazione di forza impressionante. Sprezzante di qualsiasi pericolo su una pista che non regala nemmeno un centimetro di respiro. Se hai pelo fai il tempo, se resisti al fuoco che vien fuori dalla gambe, vai sul podio.

E se ti chiami Dominik Paris, semplicemente vinci. Arriva così la terza vittoria consecutivo, la quinta in totale in quello che è ormai diventato il suo regno

E non è che gli altri non ci abbiamo provato. Beat Feuz (+0,39) e Matthias Mayer (+0,42) hanno sciato divinamente.

Ma non come Domme che si è preso ogni tipo di rischio ma pur in totale sicurezza. Solo lui ha fatto quella linea così lunga sulla Carcentina, fin quasi a risalire.

Ma un motivo c’è. Domme cerca d’istinto la linea più veloce, la sua intelligenza tecnica fa il resto.
Insomma, una vera e propria gara capolavoro premiata con l’ennesima vittoria sulla sua pista. La quinta per precisione.

L’elvetico Feuz è riuscito a precedere in piazza d’onore, Mathias Mayer per 3 centesimi. Eppure l’austriaco era certo di aver portato a termine una gara meravigliosa.

E così è stato, ma sono in pochi qui a saper fare la differenza e un podio mai fu più giusto di questo.

Bravo anche Kilde, ma pur si tratta di un quarto posto a 1″03 dall’Azzurro.
Anche il suo capitano, Kjetil Jansrud è un leone in queste situazioni, ma ha commesso troppe imperfezione e al traguardo si è beccato una vita.

Il migliore francese non è stato Roger, il più veloce ieri in prova, ma Matthieu Bailet, quinto a +1″23.

Dopo la prova di ieri aspettavamo una grande prestazione di Mattia Casse che non ha sciato male ma non è riuscito ad avere quel quid in più per mettersi davanti. Ha provato anche ad inventare delle linee tutte sue ma con un ritardo di 2″19 si è dovuto accontentare della 17esima piazza. Poi Peter Fill che nelle condizioni fisiche in cui è non ha potuto fare meglio della 31esima posizione.

Se lui non è contento lo siamo noi, perché con quel pettorale, il 34, è stato tra i migliori tra gli atleti di quella fascia. Meglio di lui uno straordinario Maxence Muzaton, addirittura quinto a +1″13 e poco più indietro il vincitore della prova di ieri Brice Roger settimo a +1″37

Non è andata benissimo a Matteo Marsaglia che ha vissuto una giornataccia. Già in ritardo di 9 decimi dopo pochi secondi di gara, non ha mai trovato il giusto feeling e il 3″46 di ritardo lo dimostrano. Stessa sorte capitata a Lele Buzzi: 3 secondi di ritardo. ma c’è da dire che nessuno è riuscito a infilarsi tra i migliori. Non è spuntato il sole come ieri e la neve non si è velocizzata. Guglielmo Bosca, con il pettorale 60 ha concluso quarantesimo a +3″57. Più alto il gap di Davide Cazzaniga: + 5″92. Ancora più alto il ritardo di Henri Battilani: +7″37, peggior tempo di giornata. Non è partito Riccardo Tonetti

Oggi è andata così, con 300 metri in meno di pista. Domani la Stelvio sarà completa. E allora il pranzetto potrà essere ancora più abbondante. È ora di pranzo anche per i comuni mortali. Buon appetito!

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.