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Che bello rivedere il sorriso sul volto di Lisa Vittozzi

La vittoria di Dorothea Wierer ha nascosto un po’ il terzo posto di Lisa Vittozzi, ma che bello rivedere il sorriso sul sui volto! Il fatto che sia riuscita a risalire sul podio è di un importanza non trascurabile.

Non certo per questione di classifica. Ormai in termini di coppe la stagione se n’era andata già da un pezzo. Chi però le è stata vicina finiti i Mondiali di Anterselva, sa bene qual’era il suo stato morale e mentale.

Che per carità, è importante in qualsiasi sport, ma forse mai come nel biathlon. Dove rischi, com’è purtroppo accaduto ai Mondiali, di non prendere nemmeno un bersaglio su cinque.

Quello è stato un episodio, ma nel complesso Lisa ha vissuto un piccolo dramma sportivo pericoloso per il proseguo della carriera. Perché se perdi totalmente fiducia in te stessa fai prima a cambiare sport.

Invece ha tenuto duro, affidandosi anche a chi le vuole davvero tanto bene e ieri ha ottenuto un terzo posto che vale moltissimo.

Adesso sa che il suo livello è ancora altissimo. E che archiviata questa Coppa, può rimboccarsi come prima le maniche e rimettersi in gioco. Come l’anno scorso, quando finì seconda nella generale ma vinse nell’Individuale.

Poi, a vederla bene, anche questa stagione nel complesso non è stata poi così disastrosa. Quello di ieri, infatti è stato il quinto podio stagionale!

Prendo il terzo posto come un punto di partenza – racconta la sappadina -. Le condizioni erano difficili ma le ho gestite bene, con buona concentrazione.

Su questa pista sono sempre riuscita a togliermi delle soddisfazioni, volevo dimostrare a me stessa che potevo andare forte anche se la stanchezza si fa sentire.

Peccato per l’ultimo errore, avrebbe potuto chiudersi e invece non lo ha fatto.

Guardiamo avanti, è stata una stagione psicologicamente e fisicamente stressante, riparto da zero concentrandomi su me stessa.

Ho imparato tante cose, mi assegno una sufficienza, anche se ero partita senza dubbi per aspirare a traguardi più alti.

Credo che dalle lezioni negative si traggano i migliori insegnamenti, sono sicura che in futuro metterò in pratica quanto ho imparato.

Adesso non vedo l’ora di tornare a casa mia, mi diletterò un po’ in cucina e guarderò qualche serie tv, sperando che le cose per tutti girino per il verso giusto al più presto“.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.