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DH Gardena: Bryce Bennet, il giorno della gloria!

DH Gardena: Bryce Bennet, il giorno della gloria!
E dopo tre quarti posti, di cui due sulla Saslong, ecco l’americano Bryce Bennet cantare l’inno della gloria. La discesa della Val Gardena è sua, primo podio in carriera per un atleta amico di tutti per la sua simpatia e la voglia di disseminare allegria su tutti i parterre di Coppa.

Un podio inimmaginabile, con l’austriaco Otmar Striedinger a solo +0,14 in piazza d’onore e l’elvetico Niels Hintermann a +0,32 sul terzo gradino del podio. Cos’è capitato ai vari Kilde, Mayer, Paris, Feuz, Kryechmayr, Cochran-Siegle?

Errori, semplici errori, tutti in zona Ciaslat, ma forse anche una neve che è andata a rallentarsi nella parte alta. Quando è sceso Dominik Paris, pettorale 13, il manto nevoso era uguale a quello di Bennet, e la sua velocità era nettamente più alta, traballando tra i 3 e i 4 decimi di vantaggio. In rapporto vale di più il settimo posto di Mattia Casse, settimo a 61/100 dopo una gara dove è stato anche virtualmente sul podio. Poi anche lui ha ceduto qualcosina nelle curve, anche perché, probabilmente, qualche segno un po’ rallentamento lo ha creato. Bellissima performance perché segna anche una crescita costante dell’Azzurro.

Poi una linea troppo lunga all’ingresso delle curve tecniche quella velocità è andata a farsi benedire e quasi sembrava che volesse pattinare per riprendere quell’andatura che gli avrebbe regalato la vittoria. Invece si ritrova quarto a 8 centesimi dal podio. Beat Feuz uguale, solo 7 centesimi più lento dell’Azzurro.

L’assenza in classifica di Aleksander Aamodt Kilde si attribuisce ad altro. Appena dopo la curva del lago, sul curvone verso sinistra che introduce le curve del Ciaslat, è andato lungo con spigolata annessa nel tentativo di virare con troppa forza. Salto di porta quando aveva un vantaggio su Bennet di 8 decimi.

Matthias Mayer invece, la gara l’ha persa fin dai primi metri. Incredibile come abbia pagato 82 centesimi dopo i primi 40 secondi di gara. Sbagliato set up? Mah, quel ritardo è difficile da digerire e alla fine perderà +1″15. Poco meglio Vincent Kriechmayr che è nono a un secondo netto.

Buona la prova di Innerhofer che col 46 sulla testa per celebrare il compleanno di Valentino Rossi, finisce 13esimo. Matteo Marsaglia aveva solo una possibilità, rischiare tutto nel tratto tecnico. Ha esagerato e l’ha rischiata troppo, finendo per perdere una vita. C’è invece qualche preoccupazione per Emanuele Buzzi che sul traguardo ha spigolato cadendo. È uscito dal parterre facendosi aiutare dai soccorritori, in piedi ma zoppicando.

Per Otmar Striedinger, trent’anni, si tratta del quinto podio in carriera, per la terza volta in piazza d’onore, dopo quella ottenuta l’anno scorso in Val d’Isère e quella di Beaver Creek 8 anni fa in superG. Ma fu capace anche di arrivare terzo sulla Streif nel 2019.

Meno ricco il bottino di Nils Hintermann che ricordiamo vincitore in quella contestatissima combinata alpina di Wengen del 2017. Oggi podio sicuramente meritato. Merita una menzione il giovane elvetico Yannik Chabloz che col 43 si è infilato in undicesima posizione. Al traguardo il suo inequivocabile gesto: “Ragazzi oggi si beve!” DH Gardena Bryce Bennet

LA CLASSIFICA

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.