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Dh Lake Louise: stravince la Riesch, Elena come a Beaver Creek

 La vittoria di maria Hoefl-Riesch è assolutamente netta: 1 secondo e 20 rappresentano una superiorità assoluta, ineccepibile, eppure, per 10 numeri ci avevamo sperato. E forse anche Elena, perché la sua discesa è stata praticamente perfetta. E’ riuscita a presentarsi sul lungo piano finale con un’ottima velocità, il suo piedino fatato ha fatto poi la differenza sulle altre. La soddisfazione della piazza d’onore è dirata ancora di più, fino alla discesa della Kaufmann-Abderhalden che col 30 si è infilata tra le due a 7 decimi dalla vittoria. Peccato, ma non cambia nulla, rimane la certezza che Elena è completamente recuperata. Così come Maria Hoefl-Riesch  che sembra tornata quella di due anni fa, quando conquistò la Coppa del Mondo. Allora, ben tornata Maria, ma ben tornata anche a Elena, perché ora la situazione è chiara: il terzo posto ottenuto settimana scorsa a Beaver Creek non era il risultato di una giornata fortunata. Elena sarà tra le discesiste da battere per tutta la stagione, soprattutto sulle piste dove la scorrevolezza prevale sui passaggi più tecnici. Anna Fenninger è stata sulla stessa linea della Riesch per poi mollare nella seconda metà e concludere alle spalle di Elena per 7 centesimi. Al quinto posto ci sarebbe stata Tina Weirather, ma il giudice che controlla gli attrezzi ha evidenziato un’irregolarità nelle misure pertanto è stata squalificata, lasciando così la posizione all’elvetica Kamer, appena davanti a Tina Maze. Deludente la prestazione di Lara Gut (decima) che è sembrata più affaticata che colpevole di errori. Su questa pista occorreva qualche kilo in più, è vero, ma per vincere la Coppa del Mondo è obbligatorio non perdere un colpo. Le altre Azzurre si sono solo difese e il risultato di squadra non si è visto. Un sorriso possiamo dedicarlo a Johanna Schnarf che dopo l’infortunio dello scorso anno sta recuperando confidenza con la velocità come dimostra il sedicesimo miglior tempo di oggi. Verena Stuffer è andata alla grande fino alle curve più tecniche dove è naufragata, punto in cui Daniele Merighetti si è trovata bene, per sbagliare tutto sui tratti veloci. Strano atteggiamento, non è da lei. Ha concluso al 22esimo posto appena meglio di Nadia Fanchini, mentre Sofia Goggia dovrebbe rimanere meno sulle lamine quando si butta giù in discesa libera, almeno, su piste dove la curva conta meno e tutto si gioca sulla scorrevolezza. Si è presentata in pista anche Lindsey Vonn che si è beccata oltre 3 secondi. Diciamo che ha interpretato la gara come un allenamento, niente di più e nulla si può dire sulla regina delle discese che proprio qui l’anno passato colse tre vittorie. 

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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