Gare

Discesa Garmisch, Brignone seconda, è un uragano!

Nella discesa libera di Garmisch Federica Brignone scende dalla Kandahar con la violenza di un uragano ed è seconda nella discesa libera vinta da Viktoria Rebensburg. L’Azzurra scende da qualsiasi pista e in ogni disciplina dentro una bolla che la protegge da qualsiasi cosa. Non ha mai avuto il piede che distinguono le discesiste pure sui piani, ma ha imparato a difendersi e a recuperare i decimi perduti nelle curve. Che nessuno riesce a fare come lei.

Oggi ha trovato però la Rebensburg dei bei tempi. Un’altra rispetto alle sue ultime apparizioni. Una vittoria che toglie tutte le polemiche sorte negli ultimi tempi tra lei e il suo staff tecnico. Di sicuro un’atleta che viene incolpata di allenarsi senza voglia, non vince la discesa di Garmisch in questo modo. La tedesca si è presa un vantaggio a metà pista troppo elevato per poter perdere la gara. I 9 decimi accumulati poi al traguardo sono scesi a -61. Impossibile non meritare la vittoria!

Altre velociste pure ci hanno provato, su tutte l’elvetica Corinne Suter che aveva quasi mezzo secondo su Fede nella prima parte. Poi però dove bisognava saper condurre gli sci a cento all’ora è venuta fuori la differenza. Alla fine l’elvetica si è beccata 37 centesimi dall’Azzurra.

C’è stato un momento della pista, dove Sofia Goggia stava viaggiando sulla stessa linea di Viktoria Rebensburg. Ovvero a metà percorso, quello dove era possibile sfruttare le doti di scorrevolezza. Poi nelle curve ha perso sei decimi e nel tratto conclusivo non è riuscita a inventarsi più nulla per recuperare. Un quarto posto, alle spalle di Ester Ledecka. Che è stata brava a tenere un ottimo ritmo fino alla fine. Tanto per difendere 12 centesimi che le hanno consentito di raggiungere nei premi, Viktoria e Federica

Male le austriache che stanno vivendo un’insolita involuzione. Tippler si becca 2″75, Schmidhofer 2″27, Riesinger +1″80, Ortlieb +2″30, Siebenhofer non partita (come Tina Weirather),  Veith, +3″55, Puchner +4″. Stephanie Venier, la migliore, si trova all’undicesimo posto a +1″92.

Nelle dieci c’è ancora posto per l’Italia, perché Francesca Marsaglia, pur senza portare a termine un garone, è nona a +1″77, alle spalle di Petra Vlhova. Che zitta zitta, prende confidenza con la velocità, con sorprendente efficacia. Non male Marta Bassino, dodicesimo tempo mentre da Elena Curtoni che vince a Bansko ci si poteva attendere qualcosa di più. Ma la valtellinese ne ha combinate troppe, (+2″68). È invece sparita Nicol Delago la cui gara non è commentabile. È così quanto in testa scatta qualcosa che ti blocca al punto tale da concludere a oltre 5 secondi senza essersi fermata. Ne uscirà la gardenese. Ne uscirà! Poco peggio ha fatto la sorella Nadia molto fallosa in curva (due rotazioni pericolose): +5″44
Poche sorprese sono arrivate dai numeri più alti. La pista nel tratto centrale non lo ha consentito. ne ha pagato Wendy Holdener che col 31 è finita lontana. È invece riuscita ad andare a punti Laura Pirovano. Un 26esimo posto a + 3″08, che la tiene sempre lì

 

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).