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Discesa Wengen, Dominik Paris si inchina solo a Feuz

Nella discesa di Wengen, mutilata della parte alta, Dominik Paris si inchina solo a Beat Feuz che conquista il Lauberhorn per la terza volta in carriera. 29 i centesimi a favore del fuoriclasse elvetico che deve il successo alla prima parte. Perché da metà percorso fino al traguardo i due discesisti hanno fatto corsa identica al millesimo. Insomma quella Kernen S proprio non riesce a digerirla. Non riesce a farla, non ce n’è!

Dopo la gara pazzesca di ieri di Matthias Mayer, formidabile in discesa e anche in slalom, lo si attendeva vincitore anche oggi. Invece è stato meno efficace sui lunghi piani, dove ha contato di più il peso di Feuz e Paris. Eppure sulla Kernen S è stato più bravo l’austriaco che però, subito dopo, non ha saputo approfittare della velocità di uscita superiore.

Anche nella Esse finale ha pennellato troppo. Il Tedesco Thomas Dressen è invece riuscito a far andare di più i suoi sci e lo ha preceduto sul terzo gradino del podio per 7 centesimi. E dietro a Domme per soli 2 centesimi. La fortuna va e viene. Come la sfortuna!

Nessuno è riuscito a fare meglio. Nemmeno Vincent Kriechmayr, nemmeno Mario Caviezel che in prova aveva fatto faville e anche ieri stava andando come un missile prima di uscire. L’austriaco non è stato preciso come al solito.

I miracoli sul Lauberhorn non si possono fare e dopo aver sbagliato sulla Kernen S ha pagato l’ira di dio sui piani successivi. Mario ha sciato bene e il suo quinto posto è assolutamente di valore anche perché ha tagliato il traguardo con soli 42/100 dal connazionale.

Per un attimo, anche due, Aleksander Aamodt Kilde ha buttato fuori dalla piazza d’onore Paris e dal terzo posto Dressen. Poi, quando aveva 17/100 all’ultimo intermedio sull’Azzurro, ha lasciato troppi centesimi sulla Esse che si affaccia sul traguardo concludendo pi al sesto posto.

Gli altri Azzurri: Mattia Casse ha sciato davvero bene. Più di così non poteva fare. Il suo ritardo di 1″54 è da attribuire, quasi completamente, alla velocità. Si è sbarazzato degli elementi più tecnici con soli 46/100 di svantaggio su Beat Feuz. Sul resto lui non ha grosse colpe. Un 13esimo posto che vale.

Matteo Marsaglia se l’è cavata bene solo nel tratto iniziale. Poi i lunghi piani l’hanno un po’ fregato e non è riuscito più a cambiare marcia concludendo a +2″10. L’ultima volta sul Lauberhorn di Peter Fill non ha lasciato uno splendido ricordo al veterano Azzurro. 2″47 il suo gap, ma dinnanzi a lui bisogna sempre inchinarsi, al di là del risultato.

Emanuele Buzzi invece ha tentato il decollo nella parte alta. Ha fatto un atterraggio di emergenza e gli è andata bene. Questa volta, superato il traguardo (+4″71), si è alzato dalla posizione di velocità senza conseguenze.

Peccato che in questo spettacolo agonistico assoluto sia mancata la parte alta. ma la nevicata di stanotte ha semi distrutto il manto nevoso che era diventato troppo pericoloso per gli atleti. Obbligata la giuria a riaprire la partenza della combinata di ieri.

Beat Feuz così strappa il pettorale rosso di leader a Domme che ora lo insegue a 16 punti. Poi c’è il tedesco Dressen che forse non tutti si aspettavano quest’anno così forte. Un punto di vantaggio in suo favore su Matthias Mayer.

Sempre più appassionante la lotta per la Coppa generale. Ora tra Pinturault che comanda e Paris che è quarto, ci sono solo 57 punti. In mezzo ci sono Kristofferen, a -2 da Alexis e Kilde che ha 35 punti in più di Domme.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.