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Domme e Manni, tifosi per un giorno ad Anterselva

Bello rivedere Domme e Manni sulla neve, anche se semplicemente al parterre di Anterselva in veste di tifosi per un giorno!

Dominik Paris e Manfred Moelgg hanno raggiunto lo stadio del biathlon per tifare le azzurre nella sprint in uno sport che non avevano mai visto dal vivo.

I due campioni dello sci alpino, accompagnati dal Presidente, Flavio Roda, sono andati a far visita alla squadra italiana in una sorta di gemellaggio fra le varie discipline amministrate dalla FISI.

Il Mondiale di casa rappresenta uno dei momenti clou della stagione di eventi internazionali sulle nevi italiane. Un’occasione da non perdere per due grandi appassionati come Paris e Moelgg.

Mentre proseguono il periodo di riabilitazione dopo i rispettivi infortuni, Manfred e Dominik si sono dati appuntamento a Cortina per le Finali di sci alpino, dal 18 al 22 marzo prossimi.

L’occasione era comunque propizia per farci dire come sta andando queato periodo di riabilitazione.

Bello vedere il biathlon – ha detto Paris -, è tutta una cosa diversa dallo sci. Non l’avevo mai visto dal vivo ed è davvero interessante.

Riguardo alla sfortuna che gli è capitata… “Subire un infortunio non è mai bello, ma fa parte del gioco. Manfred ci ha fatto vedere come si fa e poi in continuazione ci siamo fatti male. Siamo un po’ sfortunati, perché avevamo iniziato molto bene la stagione. Speriamo in Federica Brignone, che possa arrivare fino in fondo. La fatica estiva non mi spaventa, perché come al solito si lavora tantissimo. Un aspetto positivo, anche se marginale, però c’è? “Vero, avrò più tempo per fare i concerti“.

Quello che sta succedendo quest’anno è quasi assurdo – ha detto Moelgg -, ma è così. C’è il vecchietto che si è fatto male, l’atleta in piena carriera e il giovanotto. Ma ognuno di noi a proprio modo recupererà. Farò nei prossimi tempi un po’ di sci alpinismo, scendendo in ovovia. Sto molto bene e di solito i dottori devono frenarmi“.

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.