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Ester Ledecka, tutti pazzi di Lei

Tutti pazzi di Lei, Ester Ledecka, perché per un tipo così non ci sono bandiere. Saltano gli schemi del tifo e non importa se a fianco del suo nome non compare la bandiera del tuo paese. Esrter è l’opposto di quello cui siamo abituati a vedere sia in pista che al traguardo. Quando c’è chi esulta anche se è arrivata nelle dieci.

Il che è più che giustificato se hai un pettorale alto ed è stata la tua migliore performance di sempre. Lei no, che abbia l’1 o il 50, che vinca o che arrivi trentesima, reagisce più o meno sempre allo stesso modo. Quasi con eccesso di umulità, perché lei stessa stenta a credere di averle battute tutte. E questo aspetto fa impazzire tutti.

Anche le avversarie che iniziano a volerle bene. Iniziano a capire che l’oro vinto in SuperG a PyeongChang non è stato un colpo di fortuna olimpico. Su una pista del genere, in quelle condizioni vinci solo se sei brava. Lo stile di Ester è tutto suo, un marchio di fabbrica che non si piuò imitare perché è il frutto dell’istinto.

Conta solo andare veloce, il come è quasi un dettaglio. Sa prendere le giuste linee grazie a un fiuto da tartufo. E poi improvvisa quando non tutto riesce a meraviglia.

Questo non paga sempre, ci saranno piste dove le prenderà. Soprattutto quelle dove bisogna saper mettere giù il piede che più piatto non si può e dove le curve sono poche. È poi spesso a rischio errore ma vederla è uno spettacolo, perché non capisci come una che scia in quel modo possa far accendere la luce verde.

Bisogna vedere ora cosa accadrà nel mondo dello snowboard. Sarà amata ancora come prima? Probabilmente sì anche se qualcuno si sentirà un po’ tradito. Intanto iniziano a volerle bene nello sci. L’abbraccio-bacio di Ilka Stuhec al traguardo di ieri è stato sincero e sentito.

Oggi è un altro giorno e si vedrà, ed è un peccato che abbia il numero due e che l’emozione di vederla si sciolga subito. Per carità ci sono tante altre atlete belle toste da vedere. Ma appartengono tutte allo sci che conosciamo. Ester è proprio un’altra cosa. Ed è per questo che sono tutti pazzi di lei!

L’ordine di partenza della discesa di questa sera H 20:30

 

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.