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Frattura scomposta del radio per Sofia Goggia

Frattura scomposta del radio del braccio sinistro per Sofia Goggia, questo il risultato delle radiografie effettuata al Medical Center di Garmisch.  L’Azzurra verrà operata direttamente nella stazione tedesca nel corso del pomeriggio. Il recupero è fissato nel tempo di almeno sei settimane. Purtroppo la situazione era subito sembrata poco rassicurante, quando le immagini Rai hanno mostrato i primi soccorsi che il nostro staff medico aveva prestato a Sofia. Con quel braccio sinistro già steccato.

Sofia era caduta nella zona dell’Inferno della pista sbattendo violentemente sul fianco sinistro. Un’inclinazione eccessiva causata dal peso troppo presente sullo sci interno.
Questa è veramente una disdetta. Significa che la stagione finisce qui e non vedremo Sofia nemmeno alle finali di Cortina se non come testimonial.

Si ricorda che l’Azzurra era caduta anche a Bansko dove aveva rimediato una gran botta nella zona della caviglia. In effetti quella vista quest’anno sembra la Sofia di qualche anno fa. Quando scendeva a rotta di collo col solo scopo di andare più veloce possibile. Poi però, crescendo aveva cambiato senso tattico vincendo quello che sappiamo.

Poi l’infortunio dell’estate 2018 e il rientro proprio a Garmisch dove riuscì subiot a lasciare il segno. L’inizio di questa stagione non era stato fantastico. Non benissimo in America ma poi quella vittoria conquistata a St. Moritz davanti a Fede Brignone, che aveva dato un segnale chiaro. Ma non è stato così. Da Sofia ci si attende forse sempre troppo.

Se non è sul podio significa che non è andata bene. Si sa benissimo, però, che una gara non è fatta di sola tecnica. C’è la testa che comanda e poi il fisico che deve rispondere. Se è tutto ok, gli sci vanno veloci.

Se c’è qualcosa che non va bisogna trovare altre risorse e sperare di entrare in una condizione favorevole in ogni aspetto.  Oggi è finita così, con una frattura a un braccio, ma il talento di Sofia è perfettamente integro.

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.