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Gigante Badia 1 manche: Pinturault fa più scintille

Nella 1 manche del gigante della badia, il francese Alexis Pinturault fa più scintille sui muri della Gran Risa. Ma non è ancora detto niente, perché i protagonisti sono tutti a portata di vittoria e podio. Soprattutto Filip Zubcic che di gara in gara diventa sempre più bello da vedere. Preciso, dinamico e bravo a recuperare col piede quando le cose si stanno mettendo male. Sarebbe davanti ad Alexis se non avesse sbagliato la lunga sulla gobba che invita al lungo tratto finale.

Pinturalt non ha sbagliato, invece, una virgola, sempre in tempo a ogni passaggio, una meraviglia per gli amanti dell’estetica. A 4 decimi Marco Odermatt, sempre velocissimo ma non impeccabile sul secondo muretto. Sulle sue code il gran numero del norvegese Atle Lie McGrath, classe 2000, che stava per fregare tutti, prima di commettere un’ingenuità sul tratto finale. Quarto a 46/100.

Gli soffia sul collo, a 5/100 Lucas Braathen che qui l’anno scorso ha iniziato a farsi vedere con quell’ottavo posto che strappò un sacco di applausi. oggi è già uno dei leader e venderà cara la pelle. Appaiati in sesta posizione Nestvold-Haugen e Zan Kranjec che si sono un po’ addormentati sul secondo tratto ripido.

Dovranno recuperare 6 decimi. Due in più per il francese Faivre che sulla Gran Risa è sempre riuscito a esprimere bene la sua tecnica. Sulle sue code l’austriaco Roland Leitinger che si morde le dita per quell’errore commesso quando erano finite le difficoltà maggiori. Col 21 ha chiuso a soli 7 decimi dalla vetta. Tiepido sorriso, quindi per un Austria che, come noi, non riesce a graffiare. Deludente invece Kristoffersen. Il vincitore dello scorso anno non ha sciato bene. Perde otto decimi che lui è in grado di recuperare se ritorna ad essere il campione che conosciamo. Davanti a lui Gino Caviezel, decimo a 76/100. A 3 centesimi da lui il compagno di squadra Murisier, decimo col 25. Segno che sciando bene si poteva fare il tempo su una pista che non si è per niente segnata.

Stava andando davanti a tutti Aleksander Aamodt Kilde ma si è impiantato a metà percorso. Poi è tornato a pennellare col suo passo felpato, e il suo ritardo finale ha di poco superato il secondo: +1″03, davanti a Ford che invece ha commesso errori in diversi punti della pista

Ingiudicabile Luca De Aliprandini. La sua gara è durata cinque porte. Si è inclinato troppo negli angoli acuti che caratterizzano la partenza ed è scivolato via per la tangenze. Grande delusione per il numero uno dei gigantisti Azzurri. Giovanni Borsotti, malconcio per una caduta in allenamento ieri, il traguardo lo ha superato ma con 2″92 di ritardo 9 centesimi più veloce Roberto Nani, fuori dai 30 anche lui. Riccardo Tonetti ha fatto quello che ha potuto, cioè non molto, ma con un gap di 1″90 si qualifica per la seconda. Fuori anche Alex Hofer e Hannes Zingerle. Stefano Baruffaldi ha superato il traguarda ma con un ritardo di +4″43. meglio di lui l’esordiente Giovanni Franzoni che ha rischiato tutto quello che aveva commettendo doversi errori che ha pagato con un +3″15. Atteggiamento giusto, tecnica ancora acerba, ma ci sta. Giù a bomba anche Filippo Della Vite, quindi atteggiamento giusto, ma sulle lunga di metà percorso non è riuscito a tenere la linea, che aveva iniziato col peso troppo indietro.

Classifica

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.