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Gigante Sestriere: Brignone “accarezza” le neve e va al comando

Nella prima manche del gigante di Sestriere Federica Brignone accarezza la neve e va al comando della gara. Una manche condotta in maniera intelligenze, con un senso tattico unico. Ha fatto bene l’Azzurra a non farsi ingannare dallo stato di forma incredibile che la sta portando sempre più in alto. E a non farsi trasportare dalla foga agonistica.

Ha letto benissimo il percorso tracciato da Livio magoni, che ha messo maglie larghe per agevolare Petra Vlhova. Che infatti si trova alle spalle di Fede a soli 17/100 di distacco. Brava anche lei soprattutto nella parte conclusiva dove ha rosicchiato qualche centesimo a Fede

Al terzo posto la tedesca Viktoria Rebensburg che si trova meglio quando le porte sono più distanti. Ma anche lei sul piano finale non ha saputo fare la differenza anche se ci si aspettava che il senso spiccato della sua scorrevolezza potesse venir fuori.

Con 36 centesimi da recuperare rimane assolutamente in corsa, anche se alle sue spalle si ritrova Mikaela SHiffrin non impeccabile come spesso le capita. 42 i centesimi per lei su Brignone.

Pochi o tanti, se vorrà impadronirsi della gara dovrà ricordarsi chi è. Un’atleta che quando mette il turbo è quasi imprendibile per tutti.

Purtroppo Marta Bassino (11a) non ci potrà regolare un’altra gioia. Ci proverà nella seconda, ma il suo distacco è notevole: +1″40. Ha sbagliato sul muro ma non hasciato con la grazia delle gare precedenti. Peccato, anche se non è lontana come posizione. Davanti a lei ma a soli 2 centesimi, Sofia Goggia (10a), che era partita come una iena. 19/100 su Federica, ma poi, sul ripido sono iniziati i guai e come Marta ha grattato un po’ troppo per tenere la linea ideale

Ma entrambe hanno la possibilità di migliorare la loro posizione nella seconda, perché non sono così distanti dalle tre atlete che le precedono. Più difficile il compito che avrà Irene Curtoni tornata a correre tra le porte larghe: +2″47 il suo ritardo. Sulle nevi di casa non è riuscita nell’impresa di qualificarsi a Valentina Cillara Rossi che ha chiuso oltre il 40esimo posto la sua prima e unica manche. E nemmeno Francesca Marsaglia che è uscita a metà manche. Karoline Pichler il traguardo lo ha invece tagliato ma a quasi 4 secondi. Avevamo ancora una cartuccia da sparare, quella Laura Pirovano che sta crescendo tantissimo e che i tecnici dicono in grande recupero. Purtroppo la sua gara è durata 5 porte. Un’inclinazione eccessiva, il peso tutto sull’interno e via, fuori per la tangente, per fortuna senza conseguenze.

Wendy Holdener è quinta a 56 centesimi quindi è dentro anche lei. Esattamente come Alice Robinson, a 3 centesimi dall’elvetica. Più ardua l’impresa cui è chiamata la slovena Meta Hrovat che paga 74 centesimi. Meglio di Sara Hector, un secondo netto da Brignone.

All’appello mancano norvegesi e austriache che si trovano in posizioni di rincalzo. La Holtmann è uscita dopo una serie di errori che non le abbiamo mai vista fare. Katharina Liensberger è soltanto a +1″93.

Curiosità: senza atlete di queste due nazioni, ai primi nove posti ci sono atlete di nove nazioni differenti! Ricordiamo inoltre, che all’appello manca Tessa Worley che ha dovuto andare sotto i ferri per risolvere i guai al ginocchio

Gigante Sestriere Brignone accarezza

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.