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Giulio Zuccarini: “lo sci ti forma come uomo”

Nel nostro viaggio alla scoperta dei ragazzi della Squadra B, capitiamo con Giulio Zuccarini, 22 anni, ma già grande se dice che: “Lo sci ti forma come uomo”. Cioè, non è certo il pensiero di un ragazzo di 22 anni.

Nato a Cattolica, con un trascorso a Rimini dove i nonni conducevano una piccola attività immobiliare, è di Gaggio Montano, paese di 5 mila abitanti sull’Appennino bolognese. A pochi chilometri da Vidiciatico o Lizzano in Belvedere, insomma, il paese di Flavio Roda, il suo Presidente!

I primi passi agonistici Giulio Zuccarini li ha fatti con lo sci club Tutto Bianco a Corno alle Scale assieme a un certo Maurizio Marcacci. Ecco, ora è chiaro perché è riuscito a seguire il percoso giusto che lo ha portato fino alla Squadra B e a debuttare addirittura l’anno scorso in Coppa del Mondo ad Adelboden. L’esperienza e l’abilità di Maurizio ce l’hannno bene in pochi.
Giulio ha due sorelle, Viola, un anno più grande, che ha seguito il suo stesso percorso ma ha fatto a botte con la sorte, prendendole di santa ragione. Prima un brutto incidente alla testa, poi il rientro e un ginocchio che si rompe. Fine.

Ora ci sta provando Cecilia, la sorella più piccola, children molto promettente, allenata da Matteo Magnani. Sciatori di famiglia? In realtà no, perché papà Filippo e mamma Cinzia, gestiscono un bar, anzi, un bellissimo bar a Gaggio Montano, punto di riferimento della zona.

Filippo non ha un passato da sciatore ma quando sei un buon padre, sai riconoscere se il desiderio di un figlio è un capriccio o una passione. Così lo ha sempre appoggiato, lui e le due figlie ed ora lo segue un poco nella gestione professionale.

Come scia Giulio Zuccarini? Per saperlo basta leggere la descrizione di Maurilio Alessi, allenatore del Comitato Alpi Centrali, che lo ha seguito per due anni prima della promozione in C per poi entrare in Polizia e in Squadra B dove tuttora milita.

Giulio aveva decisio di trasferirsi a Bormio tesserandosi con lo Sci Club Livigno assieme alla sorella Viola che forse era ancora più promettente del fratello, soprattutto nel primo anno giovani. Come scia? Tecnicamente ha ancora margini di miglioramento.

Non ha una sciata stilisticamente pulita e non è bellissimo da vedere. È un po’ disordinato di braccia e busto, ma il suo pregio, che è assai raro, è un altro. Se la maggior parte degli atleti va come una spia in allenamento e rende meno in gara, lui è l’opposto.

Dinnanzi al cancelletto di una gara riesce a trovare motivazioni fuori dal normale. A volte anche in maniera eccessiva il che lo porta a strafare. Sicuramente questo è però un dono che spero riuscirà a sfruttare al massimo. È un tipo, dunque, molto istintivo e dinnanzi a un appuntamento importante non ha mai paura di niente, nè di sbagliare nè di far brutta figura. Al contrario si galvanizza. 

Fisicamente poi è un toro, e la sua sciata si basa molto sulla forza. È forse anche per questo che sa esprimersi meglio su nevi dure. E poi è sempre sullo spigolo, il che, quando il terreno è soffice, lo penalizza.

A livello caratteriale non è il prototipo dell’emiliano. In questo non ha preso da papà Filippo che invece calza a pennello il tipo.
È impulsivo e tendente al timido. Poi quando entra in confidenza si scioglie ed è uno spasso. Poi è un ragazzo deciso, ha molto chiaro in testa quello che vuole e deve fare. Quando questi sono i presupposti il lavoro paga sempre!

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.