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GS Lienz, Worley, Hector e Mowinckel in fuga, Marta e Fede inseguono

GS Lienz, Worley, Hector e Mowinckel in fuga, Marta e Fede inseguono.
In una prima manche abbastanza ostica dove non era facile trovare il ritmo e l’andamento di curva, la francese Tessa Worley e la svedese Sara Hector sono in fuga. Con luce piatta e scarsa, Sara sarebbe probabilmente in testa senza un errore abbastanza grave commesso appena dopo il piano centrale, ma la sua grinta incredibile le ha consentito di tenersi vicina a Tessa, anche lei non così perfetta: 12 i centesimi di differenza tra le due.

Alle due si è unita Ragnhild Mowinckel che è tornata forte come ai bei tempi, prima degli infortuni dalla quale è uscita due stagioni fa. Dopo un anno di transizione è tornata quella di prima. Perde solo 29 centesimi, perfettamente in linea per la vittoria..

Al quarto posto Petra Vlhova che è riuscita a mascherare le difficoltà nel mantenimento della linea ideale con la forza e l’astuzia tecnica. Rimane nei premi con 41/100 da recuperare, 4 in meno di Alice Robinson. La neozelandese, nonostante la pausa forzata causa covid, si è presentata in forma. Il suo ritardo lo ha accumulato nella prima parte, poi ha fatto corsa alla pari con la coppia di testa. Bella la parte finale di Meta Hrovat che se l’è cavata piuttosto bene, con un solo piccolo errore, con il risultato di finire quinta a 54/100.

Quindi ecco Marta Bassino al settimo posto che si è affidata alla sua ben nota leggerezza per superare le difficoltà del percorso. 82 centesimi da recuperare sono tanti, ma Vlhova rimane nel mirino. Tra le e Federica Brignone si sono infilate una sempre più brava Camille rast che col 25 ha ottenuto il nono posto a +0,84,  Ramona Siebenhofer, la migliore delle austriache (+0.89) e la norvegese Maria Therese Tviberg. (+0.93). Fede,  soltanto 12esima, paga +1″12, perché non è mai sembrata in sicurezza sugli appoggi, anche se in allenamento era stata vista in super forma e con grande convinzione.

È tornata in pista anche l’austriaca Katharina Liensberger ma senza allenamento non ha gradito un percorso, disegnato dal nostro Simoncelli, molto complicato: +1″42 da Worley, 12 centesimi peggio di Michelle Gisin.

Più indietro Sofia Goggia ed Elena Curtoni. Sofi un po’ fuori tempo su un disegno che per lei forse girava troppo con un andamento lento. Anche lei non è riuscita a pendere il ritmo adottando una sciata brusca che l’ha costretta a fare più strada delle migliori. Paga +1″58 appena meglio di Elena Curtoni. La valtellinese pur senza commettere errori non ha interpretato il tracciato con i tempi di esecuzione corretti: +1″772 il gap da Worley. Ma meglio di loro ha fatto Roberta Melesi che col 44 riesce a concludere con solo 1″48 di ritardo che le è valsa la ventesima posizione. Niente male considerando che ha allungato di molto la linea nelle ultime 4 porte.

Niente da fare, invece per Karoline Pichler che non è riuscita a sfruttare l’arrivo del sole sulla pista: con +3″42 è uno dei tempi più alti.

La classifica è molto corta con 11 atlete nel secondo e il trentesimo riscontro cronometrico che arriva a solo +1″80. Questo significa che saranno probabili capovolgimenti di fronte nella seconda se le prime a partire riusciranno a sfruttare l’elemento pista pulita. Anche se, a vedere la prima, il terreno ha retto bene. Appuntamento alle 13:00. Lienz Worley Hector e Mowinckel 

LA CLASSIFICA

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.