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Hockey donne, Italia beffata a 90 secondi dalla fine: 1-2 per la Germania. Ora Canada o Usa!

Si chiude con amaro in bocca la fase a gironi dell’Italia nel torneo olimpico di hockey femminile. Le azzurre cedono 2-1 alla Germania nell’ultima partita del girone B, un risultato che vale il terzo posto finale e cambia il volto del tabellone in vista dei quarti di finale.

Le Azzurre arrivavano alla sfida decisiva forte delle vittorie contro Francia e Giappone e della sconfitta con la Svezia femminile di hockey su ghiaccio. Contro la Germania bastava un risultato utile per difendere il secondo posto, ma la partita prende una piega diversa nel finale.

Dopo un confronto equilibrato, giocato con intensità e attenzione difensiva, l’episodio che decide il match arriva a 90 secondi dalla sirena. È Kluge a trovare il gol che spezza l’equilibrio e condanna l’Italia alla sconfitta, permettendo alle tedesche di completare il sorpasso in classifica e chiudere seconde nel girone. Fatali anche le tre penalità consecutive nel terzo e ultimo periodo, che ha costretto le Azzurre a unos forzo fisico e mentale eccessivo.

Il 2-1 finale non cancella quanto di buono mostrato dalle azzurre nella fase iniziale del torneo, a partire dal successo chiave contro il Giappone che aveva garantito l’accesso ai quarti di finale. Ma il piazzamento pesa, perché costringerà l’Italia a un incrocio proibitivo nella fase a eliminazione diretta.

Da terza classificata del gruppo B, l’Italia affronterà infatti la prima del gruppo A, una tra Stati Uniti  e Canada, che si contendono il primato nell’ultima sfida del girone. Un quarto di finale che si annuncia in fortissima salita, contro una delle due grandi potenze mondiali della disciplina.

Per le azzurre resta la consapevolezza di aver centrato l’obiettivo minimo, i quarti olimpici, ma anche il rammarico per un finale di girone che avrebbe potuto aprire scenari più gestibili. Ora servirà una partita perfetta, sul piano difensivo e mentale, per provare a prolungare l’avventura olimpica.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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