Alexis Pinturault
Gare

Il dopo Hirscher parla francese

Il dopo Hirscher parla francese e il tormentone del pre gigante maschile di Sölden (chi prenderà il posto di Marcel, Pinturault o Kristoffersen?) è stato rispettato a metà. La risposta giusta è la Francia, perché al comando della prima manche c’è Alexis Pinturault che ha preceduto per soli 2 centesimi Mathieu Faivre, l’ex di Mikaela Shiffrin.

Per come hanno sciato, ovvero, in maniera divina, probabilmente sarebbero stati entrambi davanti anche all’asso austriaco. Ma questo non lo sapremo mai. 1’07″10 il tempo che Faivre è riuscito a sfiorare e che tutti gli avversari non sono riusciti ad avvicinare.

Quindi Kristoffersen? No, perché oltre al norvegese si aspettava anche il 22enne Marc Odermatt e il fenomeno giovane elvetico non ha tradito le attese.

Anche se ha infilato il braccio in una porta, errore che gli ha fatto perdere mezzo secondo, ha continuato a rischiare al massimo prendendo anticipi incredibili con linee esclusive. E questo spiega il terzo miglior tempo realizzato in una prima manche bella tosta.

Su un terreno duro quanto quello di ieri, pur senza barratura, si è trovato bene  anche lo sloveno Zan Kranjec che perde da Pinturault 34 centesimi, uno in più di Odermatt.

Troppi pasticci invece per Henrik Kristoffersen che si dev’essere innervosito quando, all’ingresso del muro, stava per decollare per un appoggio errarto. 8 decimi sono tanti e difficili da recuperare anche perché nella seconda sarà dura superare le velleità del giovane canadese Erik Read, quinto a +0,45.

E anche quelle del veterano  Matts Olsson, sesto a +0,47, dell’austriaco Stefan Brennsteiner settimo a +0,62, di Manuel Feller, ottavo a +0,68 e di Loic Meillard, nono a +0,69. Peggio di Henrik (decimo) il tedesco Stefan Luitz, +1″07, anticipato da Ted Ligety.

Non c’è traccia di Italia tra i top ten. Il migliore è risultato Luca De Aliprandini che si è però affidato a vecchi vizi e a tecniche ormai in disuso per difendersi dalle violenze del tracciato, 1″29 è un ritardo che parla da solo, anche se non è il caso di pronunciare condanne.

Riccardo Tonetti perdeva già 68/100 al primo interedio e poi un erroraccio sul muro lo ha condannato al ritardo di 2″89. Manfred Mölgg è stato più pulito, soprattutto nel primo tratto (+0,19) ma poi sul muro non gli è bastato affidarsi all’esperienza (+0.99). Sul pianoro finale non è riuscito a recuperare concludendo a +1″33.

Il primo tentativo gigante di Dominik Paris non è andato a buon fine. Una prova discreta ma non sufficiente per qualificarsi.
Ci ha provato anche Simon Maurberger, giovane di buone speranze, ma il ritardo accumulato speriamo da addebitare alla pista un po’ logora. Certo è che per un specialista prednere 4 decimi da Paris… Gli errori commessi, quando sono grossolani, non danno speranze.

La prova di questo ce l’ha data Hannes Zingerle che è scivolato via per la tangente quando già perdeva tantissimo a metà gara. Un po’ meglio è andata a Giovanni Borsotti che il traguardo lo ha superato anche se con il ritardo di +2″73.

Altri velocisti invece ce l’hanno fatta: Matthias Mayer e Alexander Aamodt Kilde.

Diffivcile ipotizzare sorprese. Forse l’unica potrebbe arrivare dal giovanissimo norvegese Lucas Braathen che partirà nella seconda tra i primi e potrà giocarso le sue chance

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.