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Lara Gut torna alla vittoria ma è una Vlhova al bacio!

Nella prima discesa di Crans Montana torna alla vittoria (numero 25) Lara Gut ma sulla Mont Lachaux c’è una Petra Vlhova al bacio. Non che Federica Brignone abbia sfigurato. Tutt’altro, ma davanti a lei si sono infilate un po di guastafeste. Riavvolgiamo il nastro.

Corinne Suter stava già pregustando una nuova vittoria che l’avrebbe lanciata verso la coppa di specialità. Ma con il pettorale 18 è piombata sul traguardo la ticinese che in maniera inaspettata ha compiuto un vero e proprio miracolo. Non solo ha sciato benissimo, ma è evidente che al suo skiman va gran parte del merito. Perché su quella neve cotta nessuna era più riuscita a fare il tempo. Lei invece ha chiuso con la bellezza di 8 decimi di vantaggio sulla compagna di squadra.

Lara in un certo senso, ha fatto un favore a Federica, perché ha buttato giù dal podio Petra Vlhova. Non è solo questioni di punti. Il podio ti dà forza e ti spinge ad andare sempre più forte. Il quarto posto invece ti fa venire un po’ di nervi. Perché sul terzo gradino del podio c’è l’austriaca Stephanie Venier, tornata sui suoi standard.

Tra le prime quattro e un terzetto Azzurro si sono infilate l’americana Breezy Johnson che nella gara più bella della sua ancora giovane carriera, si è piazzata quinta. E Nina Ortlieb che ha saputo recuperare ben 3 decimi nell’ultima parte concludendo 3 centesimi prima di Federica.

 

Tanta ammirazione va però a Petra che così forte in discesa forse non se l’aspettava proprio nessuno. Ha rischiato anche di schiantarsi su una porta che ha preso all’ultimo centimetro possibile, pur senza perdere nulla.

Sci bomba sicuramente, ma anche sempre all’attacco. Federica invece, ha messo gli sci in un paio di occasioni un po’ troppo fuori dalla linea ideale. E su quel terreno non andava fatto. Poi ha sciato sempre alla grande con quelle pieghe sempre al limite ed efficaci.

Marta Bassino stava per farle uno sgambetto, ma poi al traguardo ha realizzato un tempo di un centesimo più alto! Un nono posto (la Haehlen ha lo stesso tempo di Federica) comunque di pregio. Così come lo è il decimo di Elena Curtoni, anche lei a un centesimo da Bassino!

Ancora una gara no per Nicol Delago che non è più la stessa. Commette errori banali ma sempre molto gravi. 2″32 su questa pista è davvero tanto.

Si tratta probabilmente solo di testa. Speriamo la recuperi al più presso, perché l’Italia ha bisogno del suo grande talento.Un sedicesimo posto comunque da non buttare proprio via. Cosa che invece farà Francesca Marsaglia col suo 21esimo.

La gara ha avuto una lunga interruzione per la caduta dell’austriaca Elisabeth Reisinger. L’urlo di dolore si è sentito in tutta la valle. Quando è così, è qualche legamento che parte.

L’elicottero l’ha portata via… Dopo la neve non ha più dato scapo a nessuno. A frenare Laura Pirovano ci si è messo anche un bastoncino spezzato appena terminata la fase di spinta al cancelletto di partenza. Per capire, provate a fare due curve senza una bastone!

Per Nadia Delago e Verena Gssslitter non c’è stato scampo. la neve ormai se n’era andata. 28esima Nadia, 36esima Verena. Ne abbiamo comunque 7 nelle prime 28 posizioni. È proprio una bella squadra!

Di fatto, il duello Vlhova-Brignone è stato oggi vinto da Petra che rosicchia altri 14 punti all’Azzurra nella generale. Ora la situazione è questa. Mikaela Shiffrin punti 1.225, Federica Brignone punti 1.148 e Petra Vlhova punti 1.121

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.