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Luca Rosi, il judoka che allena la C maschile

Luca Rosi, 28 anni di Brescia, preparatore atletico della Squadra C maschile, fino allo scorso anno vestiva di bianco con una cintura nera alla vita a stringere la divisa da judoka. Questo è sempre stato il suo mondo, prima come atleta con ottimi risultati a livello nazionale, poi come preparatore, ma per la Squadra Russa.

Questo perché russo era il suo direttore tecnico che poi ha voluto rimanesse al suo fianco, quando decise di abbandonare l’attività agonistica. Dunque, come c’è finito un judoka nel quadro tecnico del Talent Team?

Conosceva Roberto Manzoni, responsabile della preparazione atletica Fisi, che lo ha invitato a partecipare a un corso specifico per lo sci. E così Luca si è presentato frequentandolo per un anno intero. Va da sé che i risultati ottenuti hanno convinto Roberto a formulargli una proposta.

Vuoi essere dei nostri? “Naturalmente ho accettato – racconta Luca” – anche se di prim’acchito non che fossi preoccupato, ma qualche pensiero me lo sono fatto. Poi però mi sono accorto che – pur non essendo maestro di sci ma semplice sciatore – molte dinamiche non erano così distanti dal mio know how. Studiando durante il corso i movimenti, i tipi di sforzi, il metabolismo utilizzato, non è stato così impegnativo trovare il giusto allineamento. Completato il quadro che non avevo, direi che mi sono presentato all’impegno pronto.

Come hai trovato questi ragazzi a livello atletico?

Non mi aspetavo… All’inizio ritenevo potessero essere un po’ carenti a livello della parte superiore del corpo. Invece li ho trovati molto completi. A livello aerobico mi hanno davvero stupito”.

C’è stato il primo incidente, con Allegrini che si è rotto il crociato. In questi casi la struttura tencica Fisi come si comporta?
“Io non ero in Argentina quando Allegrini si è fatto male. Mi hanno detto che ha semplicemente commesso un errore tecnico. Al di là di questo, rientrato in Italia mi sono ovviamente accertato sulle condizioni. Il programma prevede che venga seguito nel primo mese dai fisioterapisti a Malles, dove il ragazzo ha deciso di rimanere”.

“Quando dovrà dedicarsi al recupero in palestra inizierò a seguirlo secondo il programma stabilito. Diciamo che rimaniamo in contatto continuamente, almeno una volta a settimana. Sono certo che recupererà bene e con i tempi giusti”.
Quando tornerà sulla neve?
Vediamo, non c’è alcuna fretta, è ancora molto giovane e non vale la pena forzare per partecipare a gare a tutti i costi.
Seguirai i ragazzi durante le gare o li aspetti in palestra, tra una gara e l’altra?
Ci sono sempre, sia sulla neve che a casa. Ad esempio, giorni fa a Solda per il primo appuntamento agonistico, poi annullato, ero in partenza a seguire il riscaldamento e per dare un po’ di carica motivazionale.
Gli insegni qualche mossa di judo?
Ahahah direi proprio di no. Sì,  forse qualche cosa per divertimento in estate. Posso però dire di aver portato qualche novità nella preparazione che nello sci si usava poco”.

Vedi anche Andrea Gabella preparatore atletico Squadra C femminile

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.