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Marta Bassino: “Ora la mia asticella si alza”

Qualche parola con Marta Bassino che era assieme a Fede quando arrivò la bella notizia, e per questo anche lei dice: “Ora la mia asticella si alza“!

Marta Bassino ha fatto una stagione favolosa. Quinto posto nella classifica generale, quarto in quella di gigante, sesto in combinata e parallelo, decimo in superG e undicesimo in discesa. Ha conquistato sei podi in cinque diverse discipline e fatto ovviamente il suo record di punti, 817.

Considerando che nelle sue cinque precedenti stagioni di Coppa ne aveva totalizzati 1298, si capisce quanto i suoi progressi siano stati enormi, soprattutto nelle discipline diverse dal gigante. Abbiamo raggiunto Marta al telefono. Era appena scesa dal tappeto elastico che la famiglia Bassino ha nel giardino della grande casa a Borgo San Dalmazzo, dove Marta vive in un alloggio per conto suo con Marco Casagranda, il fidanzato.

Ciao Marta, come va?
«Bene, bene, mi sento molto fortunata a vivere in una casa con il giardino e a poter quindi stare all’aria aperta in queste giornate così difficili. Mi godo la famiglia, i miei fratelli, la vita di casa in relax e cerco di non pensare a quello che non posso fare».

La stagione si è chiusa anzitempo, ma per te è stata in ogni caso eccezionale.
«Sì, sono molto contenta e soddisfatta, soprattutto di come sono riuscita a mantenermi regolare ad alto livello. E’ la cosa più difficile e ho sempre ammirato chi riusciva a stare sempre su, senza i bassi che invece spesso io avevo in passato. Ne ho avuti ancora, ma pochi, e sono quasi sempre stata lì a giocarmi le prime posizioni. E non solo in gigante».

Alla fine hai raccolto quasi meno di quel che meritavi, almeno un podio finale di specialità!
«Mi spiace aver perso tante gare, soprattutto nell’ultimo mese sono saltati tre giganti, la combinata di La Thuile e il parallelo di Åre. Di occasioni per fare punti ne avrei avute tante, peccato davvero. Tutto è finito senza che nemmeno ce ne rendessimo conto e pensare che l’ultima gara è stato il superG di La Thuile il 29 febbraio sembra ora assurdo e incredibile».

Il momento top del tuo inverno?
«La vittoria a Killington è stata la svolta della stagione e forse della carriera. Quel giorno ho capito che potevo farcela a concretizzare il risultato, a raccogliere qualcosa di davvero importante. In testa per la prima volta dopo la prima manche, sono arrivata giù con il miglior tempo: un’emozione che non scorderò».

Il momento più difficile?
«Non mi sembra di aver avuto giornate brutte brutte, anche se dopo il gigante al Sestriere ero molto delusa: mi aspettavo tanto e non sono riuscita a ottenerlo, ma ho reagito bene e 24 ore dopo sono salita sul podio nella gara di gigante parallelo. Anche a Crans mi è spiaciuto uscire nella prima manche della combinata, ma ho saputo voltare pagina e fare poi bene a La Thuile. Anche queste reazioni mi hanno fatto capire che sono cresciuta di livello».

Sei salita sul podio sei volte, in cinque discipline: gigante (2 volte), superG, discesa, parallelo e combinata.
«Un bel record, molto particolare! Sono stata la prima a farlo anche grazie al fatto che il parallelo come disciplina a sé è appena nata. La polivalenza è una bella e concreta dimostrazione della mia crescita generale».

I progressi maggiori li hai fatti in discesa e superG.
«In allenamento o in gara, fin da piccolina ho sempre fatto velocità. Mi piace, ci tengo. In Coppa del Mondo comincio a conoscere le piste e questa esperienza è fondamentale per puntare al risultato. A novembre poi, nel raduno di Copper Mountain, abbiamo fatto un super lavoro che ha pagato. Aggiungiamoci poi il fatto di aver corso alcune gare su piste molto tecniche (Bansko e La Thuile per dirne due) ed ecco spiegati i miei progressi e i tanti punti fatti».

La vittoria di Federica Brignone nella classifica generale cosa ha significato per te?
«Fede è stata sempre un super esempio. Quest’anno in particolare l’ho ammirata per come ha saputo gestire la situazione gara dopo gara, pur avendo addosso tanta pressione e spesso il pettorale rosso. Avere una compagna così forte ti aiuta e dà la carica. Mi rispecchio in lei e mi dico che anche io potrò raggiungere quell’obiettivo. So di essere stata un po’ oscurata dai suoi risultati, ma sono fierissima e orgogliosa della mia stagione. Sono soprattutto serena».

Come hai detto, potrai essere tu la prossima azzurra sul tetto del mondo.
«Sì sono consapevole che si possa fare e cercherò di viverla come ho vissuto quest’ultima stagione. L’asticella si alza, ma devo continuare sulla mia strada, senza pensieri. Come ha sempre detto anche Federica, i conti si fanno alla fine».

In cosa credi di poter ancora migliorare e su cosa lavorerai?
Il percorso fatto l’anno scorso ha funzionato e continuerò su quella strada. Penso di poter crescere ancora sia fisicamente che tecnicamente e so di poter sciare ancora più forte, in gigante e anche nelle gare veloci. Devo ancora lavorare tanto nei tratti di scorrimento e nei curvoni lunghi, ma ho già fatto un bel passo avanti e la base da cui ripartire è solida.

Non aspettatevi di vedermi cambiare come stazza, sto bene così, devo solo mantenermi attorno al mio peso attuale che è di circa 60 chili. Di solito a fine stagione mi ritrovo più leggera e stanca, ma quest’anno ho mantenuto e non mi sono mai sentita a corto di benzina, anche se quando sono in giro faccio fatica a mangiare come piace a me.

Parliamo di slalom?
So che farne in allenamento è utilissimo, perché mi sveglia, mi riattiva, mi tiene in ordine tecnicamente, proprio come il parallelo. Facendone poco però fatico! Mi viene meno naturale di tutte le altre discipline e devo quindi stare attenta: inforco spesso e ne faccio di tutti i colori, ma devo insistere perché è importante anche per le combinate. Allenamento quindi ok, ma per le gare si vedrà. Io nella prossima stagione vorrei fare come quest’anno, cioè partire senza metterlo nei programmi e vedere come va il resto. Se va bene provarci, anche perché fatti i 500 punti in Coppa potrò partire con il 31, un’altra storia! Quello che vorrei evitare è di mettere assieme troppe cose e poi farle meno bene.

Pensando all’allenamento, il gruppo élite di Brignone e Goggia al quale sei stata aggregata dalla scorsa estate ha dato ottimi risultati. Avanti così o è mancato qualcosa?
Spero rimanga tutto uguale, abbiamo lavorato benissimo e il gruppo piccolo paga sempre. Penso agli ultimi giorni di sci della stagione, quelli fatti ad Åre assieme a Federica, un allenamento favoloso! Almeno quello…

Nelle prime due foto:
Il fisioterapista-osteopata del gruppo Elite Gigi Devizzi ha immortalato il momento in cui Federica e Marta hanno ricevuto da Gianluca Rulfi questo messaggio: «La guerra è finita, tutto annullato». A Åre, nell’appartamento di Gigi che aveva preparato il the per le sue atlete, erano le 18.10 di mercoledì 11 marzo. Il momento in cui Federica Brignone ha ufficialmente vinto la Coppa del Mondo 2019/2020, oltre a quelle di gigante e combinata.

About the author

Maria Rosa Quario

Maria Rosa Quario

NINNA QUARIO È nota nel Circo Bianco per aver fatto parte della “Valanga Rosa” tra il ’79 e l’85. Milanese doc, da tempo si è trasferita a La Salle, in Valle d'Aosta. Ha conquistato 4 vittorie in Coppa del Mondo e un totale di 15 podi, tutti in slalom. Da oltre trent'anni fa la giornalista e per Sciare è la depositaria di tutto ciò che riguarda l’agonismo. Segue anche il programma test, in particolare i Test Junior. E’ mamma di Federica Brignone, uno dei più grandi talenti della Squadra nazionale Italiana di sci alpino. Collabora anche con quotidiano Il Giornale e con Infront SPorts & Media seguendo da vicino quasi tutte le gare di Coppa del Mondo.