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Maurberger e Vinatzer the day after

Il the day after di Simon Maurberger e Alex Vinatzer è un insieme di entusiasmo controllato. Nello slalom di Schladming, The Night Race”, Simon ha concluso al quinto posto, suo migliore risultato in carriera e Alex Vinatzer gli si è accodato al sesto.

Non si tratta soltanto di due ottimi piazzamenti. Il significato di tale risultato va oltre. E ha un nome: Jacques Theolier. Perché se non sai sciare più che bene sulla planai non combini niente di buono. E il tecnico francese sta facendo un lavoro splendido perché ora questi ragazzi hanno un’impostazione sugli sci molto valida.

Soprattutto quando dopo due o tre discese la neve si spacca e devi mettere in conto almeno un secondo che ti viene addebitato sul conto come fosse una tassa. La seconda manche di Simon vale moltissimo, quanto la prima.

È piaciuta l’impostazione, l’intelligenza tattica e la determinazione. Questo ragazzo sa stare sugli sci in modo fantastico. Poi ogni tanto cade in qualche imperfezione, come tutti d’altra parte. Ma sta imparando molto bene a risolvere le situazioni ingarbugliate, quando da un errore può nascere anche un momento favorevole.

Non è un gatto come Kristoffersen ma ha una centralità migliore. Non ha la destrezza del norvegese e non ce l’avrà mai. Però con la sua precisione può evitare di dover fare ricorso a ciò che non ha.

Alex Vinatzer in teoria è un passo avanti a Simon, però non ha ancora una sciata sicura. Quando va tutto liscio è tra i migliori al mondo. È che per adesso in ogni sua manche c’è sempre qualcosa che infastidisce il riscontro cronometrico.

Anche tali situazioni è probabile che ci saranno sempre o quasi. Quello che deve accadere è la capacità di togliersi dai guai.

Al traguardo della Planai sono ovviamente felici ma senza eccitazione. Tengono entrambi gli sci per terra!

Nella prima manche ho fatto abbastanza bene – dice Maurberger – anche se c’era un po’ di segno: tutto sommato una manche controllata. Poi, nella seconda, con la tracciatura di Theolier che conoscevo meglio mi sono detto: ‘Ora lo fai, o non lo farai più’. E così è andata, anche se ho sporcato un po’ l’ultima l’ultima doppia. Mi sono fidato un po’ di più, sentivo che su questa pista avrei potuto fare una bella gara e l’ho fatta”.

“Ultimamente sentivo che stavo sciando bene, mi sono allenato ancora di più, ho più gare nelle gambe. Essere lì con i migliori su questa pista mi dà una grande fiducia”.

“Ora vorrei fare tutte le manche come questa seconda, non voglio mettermi in mente risultati, ma solo cercare la sciata migliore”.

Parla anche Alex Vinatzer, autore di un’ottima gara e di un finale thrilling.


Io non l’ho nemmeno vista la persona che ha tagliato il traguardo – ha detto il gardenese -. Ho guardato il tabellone, ho visto verde e ho pensato: ‘Che figata! Finalmente sono davanti’. Poi mi hanno subito spiegato e, siccome non è successo niente, è meglio farci una risata sopra“.

Si tratta comunque di una buona gara, mi sto sentendo bene sugli sci. Nella seconda ho fatto due piccoli errorini, che nelle prossime dovrò evitare”.

“Dopo la prima, visto il distacco, speravo in una top 5, ma va bene, si tratta comunque di una bella gara. Ora voglio salire almeno una o due volte sul podio prima della fine della stagione“.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.