Fis Alpine World Ski Championships 2019. Ragnhild Mowinckel (NOR). Are (SWE), 08 febbraio 2019 Photo: Marco Trovati/Pentaphoto
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Ragnhild Mowinckel, una stagione senza il suo sorriso

Eh già, purtroppo si vivrà una stagione senza il suo sorriso, quello della norvegese Ragnhild Mowinckel. Il ginocchio ha fatto crack ancora una volta. La norvegese stava lavorando duro per recuperare al serio infortunio patito l’anno scorso. Precisamente alle prove della discesa libera finale di Soldeu. Era atterrata male da un salto, capita.

Ma questa ricaduta è davvero una notizia orribile, sia per lei come persona che per lo spettacolo. perché Ragnhild Mowinckel ha dimostrato nelle ultime stagioni di essere costantemente in lizza per il podio in discesa, superG e gigante. L’infortunio ancora su quel ginocchio destro che già aveva patito la rottura del crociato e del menisco. Perché – come aveva scritto lei stessa sulla sua pagina di Instagram “La dura realtà è che non sono infrangibile… “.

Si era operta subito dopo l’infortunio, ma poi a luglio era tornata nuovamente sotto i ferri. Pochi giorni fa l’ultima batosta in allenamento. Inizialmente non sembrava un problema grave, come scracconta la federazione norvegese per voce di Marc Strauss, repsonsabile del comparto medico. Poi però la stessa atleta ha voluto effettuare nuovi accertamenti e poche ore fa il crudele verdetto. Si sottoporrà a una nuova operazione nei primi giorni.

Finora la 27enne norvegese ha conquistato una vittoria, nel gigante del 2018 a Ofterschwang (GER), tre secondi posti e due terzi. Alle olimpiadi di Pyeongchang si è messa al collo un argento in gigante e in discesa e poi un bronzo in combinata ai Mondiali di Are dello scorso anno.

Il primo acuto lo ha lanciato ai Mondiali Junior del 2012 quando conquisto la medaglia d’oro in combinata e in slalom gigante, più un bronzo in superG. Riuscì a ripetersi anche l’anno successivo portandosi a casa l’oro in combinata e l’ragneto in gigante.

Dobbiamo quindi farcene una ragione e vivere una stagione senza Ragnhild Mowinckel, senza le sue performance tecniche, senza il suo sorriso

 

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.