Gare

Slalom Adelboden: è il momento di Yule!

Nel quinto slalom di stagione, Adelboden, è proprio il momento dello svizzero Daniel Yule che si trova in testa alla prima manche. Sono 22 i centesimi di vantaggio nei confronti del francese Clement Noel e 33 sul compagno di squadra Ramon Zenhauesern. Irriconoscibile in questa prima manche  Henrik Kristoffersen, ottavo, a 67/10 dopo una sciata poco fluida.

Per carità, non è un’eternità, ma per uno come lui il distacco è pesante Poi sappiamo che le sue seconde, specie quando deve recuperare, sono sempre micidiali.

Però la concorrenza quest’anno in slalom è spietata. Anche Alexis Pinturault non ha portato a termine una bella manche. 88 i centesimi di ritardo su Daniel Yule. Ma altri “vecchi” volponi dei rapid gates hanno tradito le attese,vedi Andree Myhrer che paga 1″23.

Comunque nello slalom si è ormai configurato un dominio abbastanza netto della squadra elvetica. Tra i pretendenti alla vittoria si sono candidati anche Tanguy Nef, quarto a 35 centesimi e  Loic Meillard che è quinto a 48 centesimi. Quindi quattro nei primi 5 posti. Il pubblico di Adelboden sta impazzendo! Che stia nascendo la Valanga rossocrociata? No dai, suona malissimo, ma nei numeri è così, almeno in slalom!

L’Austria fa sempre molta fatica a trovare un ruolo di protagonista. Ci sta provando Marco Schwarz  che ha chiuso bene, al settimo posto (alle spalle di Khoroshilov) con poco meno di 6 decimi dal miglior tempo. Decimo invece Michale Matt, appena dietro al francese Victor Muffat-Jeandet, sempre più in crescita, mentre Manuel Feller è più indietro a quasi un secondo di ritardo.

I nostri? Non ci siamo: orfani di Manfred Moelgg, Stefano Gross con +1″46 è tagliato fuori. Non siamo nel 2015 quando qui riuscì a cogliere una vittoria da brividi. Poteva essere il tracciato ideale di Alex Vinatzer, ma le giovani e aiutanti ambizioni del nostro talentino, che avrebbe potuto anche chiudere la sua prima manche in testa, si sono spente quando ha inforcato a una decina di porte dal traguardo. Ci rimane in mano solo questo: Alex scia bene, è cresciuto moltissimo rispetto allo scorso anno. Ma non ha ancora la solidità che serve per avere continuità.

Qui ha inforcato e in slalom ci può stare, anche se per la verità, questo tipo di errore è sempre più raro. All’intermedio prima di uscire pagava solo 37/100, quindi 8 in meno di Noel.

Giuliano Razzoli ha retto metà manche. Poi, crediamo noi, fisicamente non ha retto allo sforzo ed è stato abbandonato da quella grinta necessaria per creare velocità. Se non crei l’azione giusta per deformare lo sci, sei lento e tagli il traguardo con un ritardo di 1″81.

L’unica buona notizia è arrivata da Simon Maurberger. È partito subito molto bene, anche se poi  si è aggrappato un po’ troppo agli spigoli sul muro, ma il tempo non lo ha mai perduto. Un’ottima diciannovesima piazza a +1″20. Stava sciando sugli stessi ritmi Tommaso Sala ma anche lui ha inforcato quando gli intermedi stavano prefigurando una grande prestazione. Riccardo Tonetti ha resistito molto meno: fuori su un dosso dopo 15 secondi di gara! Federcio Liberatore il traguardo lo ha tagliato, ma un grave errore lo ha costretto a finire troppo in giù in classifica: +2″97, fuori dai trenta

 

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.