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Slalom Flachau: Vlhova-Shiffrin, scambio di ruoli

Nella prima manche dello slalom notturno di Flachau si è verificato un insolito scambio di ruoli tra Vlhova-Shiffrin. Nulla per sminuire il talento di Petra che ha recentemente legnato Mika a Zagabria, ma questi distacchi sono propri dell’americana. Almeno, lo sono quasi sempre stati.

Sei decimi sono tantissimi, mentre sono pochissimi i 5 centesimi che l’austriaca Katharina Liensberger paga a lei. Abbiamo il sospetto che quando Shiffrin è uscita nel superG di Altenmarkt, il suo ginocchio destro abbia preso una bella legnata. Qui non è stata perfetta come al solito specialmente nelle curve dove doveva appoggiarsi su quello sci.

Alle spalle del trio di testa la svedese Anna Swenn-Larsson che qui deve ancora farsi perdonare per l’inganno tentato (ma andato male) lo scorso anno. La svedese perde 77/100 e si è posta davanti a Wendy Holdener che come spesso capita, preferisce non rischiare troppo nella prima per scatenarsi nella seconda.

Dovrà recuperare 84 centesimi alla Vlhova per vincere. Con Michelle Gisin i distacchi aumentano sensibilmente: +1″30 il ritardo dell’elvetica, addirittura di 1″81 quello di Katharina Truppe che è settima.

Nessuna notizia differente dal solito in Casa Italia: Irene Curtoni viaggia con un ritardo di 2″09 in 13esima posizione.
È invece tornata a fare gli errori di inizio stagione Lara Della Mea. Che non è più quel grillo così reattivo dello scorso anno. Spesso a curvare sotto al palo e quindi obbligata a grattare il terreno.

Sono decimi ad ogni porta che fanno lievitare il suo tempo. In questa prima paga 3″21 ed è fuori dalle top 30. Anche Martina Peterlini non è riuscita a sciare su quella neve così segnata. Difficile, vero, fare il tempo, forse anche impossibile, ma il ritardo di 3″83 è davvero eccessivo.Anche se soltanto 4 atlete col pettorale dall’1 al 30 non sono riuscite a qualificarsi (una, la Holtmann, è uscita).

Tutte le altre sono uscite dalle trenta tranne Marta Rossetti. Una prima manche di grandissimo carattere perché oggi per fare il tempo e qualificarsi occorreva soltanto un miracolo.

E lei lo ha fatto. Partirà per seconda (stesso tempo della Ando) e questo conta tantissimo. Dopo le prime discese, come in questa prima manche, la pista si bucherà e i distacchi saliranno rispetto ai tempi delle prime. Incrociamo davvero tutte le dita che abbiamo!

Il terreno, seppur barrato, non ha retto bene. I passaggi più angolati si sono segnati sensibilmente e poche atlete sono riuscite a inserirsi. Segnaliamo solo il gran tempo realizzato dall’austriaca Chiara Mair che con il 21 si è posizionata al settimo posto a +1″49.

Ricordiamo che l’anno scorso Petra Vlhova riuscì a battere Shiffrin per la prima volta.

 

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.