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Petra Vlhova, la gara della vita

Più di così Petra Vlhova non poteva fare, infatti questa è stata la gara della vita. Forse la migliore manche della sua giovane carriera. E’ andata in progressione, ha trovato un ritmo impresisonante ed ha lasciato allibite tutte quante.

Anche in partenza Mikaela si sarà certamente spaventata. E lo si è visto anche in pista perché non ha sciato come al solito. Oppure semplicemente Petra oggi era imbattibile.

Brava anche la svedese Swenn Larsson che non ha ancora quei tempismi e forse nemmeno la mentalità vincente che appartiene alle prime due fuoriclasse, ma è, anzi, era felice di essere salita sul terzo gradino del podio.

La giuria, prima la chiama per la flower ceremony, poi la strappa via da lì. Un giudice attento si accorge che la svedese aveva saltato una porta! Così la giovane austriaca Liensberger si è ritrovata sul podio per la prima volta in carriera. A quel punto il pubblico è letteralmente impazzito!

Grande gara della tedesca Christina Geiger che le ha prese dalla miglior di manche di Moltzan, ma ha portato gli sci al traguardo con grande temperamento, tanto da finire davanti a Michelle Gisin, autrice di una discesa di buona fattura.

E’ passata davanti anche a Bernadette Schild che forse intimorita dalla presenza al traguardo della sorella maggiore Marlies, è uscita a metà percorso, in una gara che comunque non aveva iniziato alla grande.

Buono il recupero dell’austriaca Katharina Truppe, galvanizzata dal pubblico delle grandi occasioni (colpo d’occhio magnifico, quasi come quello di Schladming), che ha ritrovato un posto nelle prime dieci.

Seconda manche favolosa per l’allieva di Mikaela Shiffrin, Paula Moltzan, classe ’94 (quindi uno in più di Miki) che scia con uno stile tutto suo. Incollata al terreno, baricentro sempre centrale e ottimo tempismo.

Partita col 37 ha portato a casa il miglior piazzamento in carriera  (era 27essima dopo la prima manche) e a vederla sciare (secondo miglior tempo) sarà una scoperta fino alla fine della stagione. E’ scesa dalla sedia riservata alla leader di classifica solo dopo la discesa della norvegese Kristin Lysdhal che era sedicesima a metà gara.

L’americana Paula Moltzan

Dinnanzi a un tempo così e una piasta da dilettanti per l’ostinata volontà di non volere barrare le gare femminili soprattutto con queste condizioni, le nostre baby slalomiste non sono riuscite a pungere questa volta.

Tutte fuori dalle trenta nella prima manche e l’out di Lara Della Mea (ha inforcato dopo aver fatto segnare il 21esimo migliore intertempo col 43 di pettorale).

Solo Chiara Costazza a difendere i nostri colori. Decima nella prima manche, stava disegnando la miglior manche delle ultime stagioni, ma in un passaggio nemmeno così difficile, ha spigolato sedendosi e non è riuscita a rimanere nel tracciato.

Un gran peccato perché rischiava di entrare nelle top 5. Bello però vederla asciare come ai bei tempi.

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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