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Slalom Levi: Petra Vlhova, la perfezione assoluta!

Cosa dire di più, anche nello slalom 2 di Levi, Petra Vlhova ha dimostrato di essere la perfezione assoluta. Ha avuto la meglio nettamente sull’elvetica Michelle Gisin per 31 centesimi. All’austriaca Katharina Liensberger ancora una volta l’onore del terzo posto, appena davanti a Wendy Holdener. Crolla un poco, invece, Mikaela Shiffrin che evidentemente deve ancora sistemare qualcosina a livello umorale. Un quinto posto che comunque la lascia lì, nell’elite.

Ma anche con la migliore Shiffrin oggi sarebbe stato davvero dura battere Petra, che ha trovato il modo infallibile di affrontare lo slalom. Non si affida più solo alla forza. Sa leggere ogni passaggio con quella intelligenza tecnico-tattica che viene fuori quando hai talento. E gara dopo gara ti riempie di certezze. Diciamo perfezione assoluta non in riferimento alla sola azione tecnica. Ma per come riesce a costruire la vittoria che è l’insieme di tante cose. Sicuramente di due manche che poche atlete riescono ad affrontare sempre al top. In questa non ha realizzato il miglior tempo, che invece appartiene a Katharina, ma la p0erfezione, ripetiamo, sta in tante cose. Una volta puoi vincere perché ti è riuscito tutto. Quando però inizi ad anellare un successo dietro l’altro, significa che hai raggiunto il top anche a livello mentale. E questo non è un particolare da poco.

Il secondo slalom di Levi sancisce anche la rinascita ormai reale della squadra austriaca. Mentre Katharina Liensberger sta cercando di diventare la numero uno, dietro c’è un team che la spinge non male.Anche oggi ci ha dato dentro mica male ed è salita sul podio come ieri,.

Il segreto è chiamarsi Katharina. La Huber ha segnato uno dei best time recuperando 9 posizioni. La  Truppe e la Mair hanno riscattato una prima affrontata un po’ troppo sulle difensive e sono entrate tra le top ten. Davanti a loro, la quinta slalomista, Franziska Gritsch. E ce n’è un’altra, Bernadette Schild, non travolgente, ma comunque nelle trenta a fare massa critica. Roba da fare invidia ai colleghi maschi!

Si è concretizzato il sogno della 17enne finlandese Rosa Pohjolainen che col 63 si era qualificata col 14esimo miglior tempo. Nella seconda si è fatta intimidire dal muro pur senza perdere la medesima spavalderia. Però, con distacchi così contenuti tra le atlete, si è ritrovata nelle parti basse delle classifiche. prima di dire che è una promessa, dobbiamo vederla in uno slalom lontano dalla Finlandia. Sicuramente il sasso l’ha gettato.

Capitolo Italia
Meno male che c’è (ancora) Irene Curtoni (ottava)  che zitta, zitta, inserita in una squadra di giovincelle dalle belle speranze, oggi tutte non qualificate alla seconda, è sempre lì. Davanti a tutte. Ieri sesta nella prima manche ha ceduto un poco nella seconda. Oggi è andata diversamente. Ha tenuto fino alla fine, commettendo solo una piccola sciocchezza a inizio muro, ma ha reagito come una ventenne! Superando poi il traguardo con l’impeto di chi non ha nessuna intenzione di arrendersi.

Federica Brignone (24esima) fintanto che ha trovato il ripido se l’è cavata piuttosto bene, ma poi, nei tratti più pianeggianti non ha saputo mantenere l’adeguata velocità, È un aspetto che acquisisci quando hai nelle gambe un tot di pali. Lei ne ha macinati troppo pochi in questa specialità per fare la differenza in ogni situazione. Però è lì dentro e questa volta qualche punticino se lo è portato a casa. Potrebbero servirle.

Lo stesso discorso vale per Marta Bassino che stava sciando bene ma ha inforcato in un passaggio facile. Capita per il medesimo motivo, cerchi di passare a sfioro sul palo ma la percezione massima la acquisisci dopo migliaia di rapid gates abbattuti. A lei ne mancano molti. Di positivo rimane l’azione che sembra essere sempre molto fluida.

Riguardo alle più giovani, Peterlini, Rossetti, Della Mea e Viviani, il problema non è l’atteggiamento, ma il puro aspetto tecnico. È cresciuto ma vanno limate ancora diverse cose. Gara dopo gara verranno sicuramente fuori.

 

 

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.