Notizie

Slalom Levi, non solo Petra-Mika, Michelle Gisin ci prova

Nel secondo slalom di Levi, non c’è solo la coppia Petra-Mika a giocarsi la vittoria, ma l’elvetica Michelle Gisin ci prova. Comanda a metà gara in condivisione con Vlhova, mentre Shiffrin si trova al quarto posto, alle spalle di Wendy Holdener. Ma sono tutte lì e i giochi sono apertissimi.

Rispetto a ieri le porte sono aperte a più atlete. L’elvetica ha pareggiato il tempo della vincitrice di ieri e alle loro spalle c’è una Wendy Holdener agguerritissima, come sempre, a soli 23 /100.

Petra Vlhova ha affrontato la prima discesa in maniera ineccepibile. Sempre a tempo, senza mai perdere la continuità di movimento. Un elastico tra le maglie oggi più angolate di ieri e con distanze altalenanti. Tuttavia non si sono visti trabocchetti o situazioni complicate da superare. Solo grande ritmo. E lei in questo è un’artista.

Non che Mikaela Shiffrin non lo sia, ma è’ evidente, come in questa fase, l’americana non abbia ancora trovato la totale pulizia del suo esemplare gesto tecnico. Che in questa prima manche è venuto fuori in un paio di occasioni in tutto il suo splendore, ma per salvarsi da altrettante situazioni pericolose. Perde dalla coppia di testa 37 centesimi e insegue.

Michelle ha impresso un ritmo da grillo. La dinamicità è la sua migliore qualità, perché riesce ad applicarla a una precisione totale. Merito di una centralità che talvolta perde nei cambi di pendenza. Oggi no!

Giochi aperti, dicevamo, perché l’austriaca Katharina Liensberger, terza ieri, non molla l’osso. È sesta a 57/100 dalle leader. Appena 3 meglio della norvegese Mina Fuerst Holtmann che nella prima parte le ha suonate a tutte, per poi tirar troppo di lamina sul muro.

A coprire le spalle a Mikaela Shiffrin c’è,  la canadese Laurence St. Germain che perde 55/100. Questa ragazza migliora di manche in manche. E ha il temperamento tipico delle guerriere.

Irene Curtoni poteva essere messa molto meglio del decimo posto, se non si fosse incagliata all’ingresso del ripido. Una scivolatina che l’ha costretta a perdere la bussola per una frazione di secondo.

Ovvero quei 67 centesimi che la dividono dalla testa (ottavo posto). Ma quest’anno è una Irene totalmente diversa da quella dell’inverno scorso. La sensazione è che ci farà sempre divertire o quantomeno emozionare. Davanti a lei si sono piazzate di un niente Martina Dubovska (CZE) e Franziska Gritsch (Aut).

Non saranno della partita le nostre slalomiste più giovani.
Martina Peterlini non è riuscita a sciare come nella seconda di ieri. Pulita, ma macchinosa la sua azione sicuramente poco fluida per il problema non indifferente che ha alla schiena. E che le ha impedito di allenarsi nelle ultime tre settimane. 1″84 il suo ritardo da Vhlova-Gisin. Un poco più alto il gap di Marta Rossetti che è partita come una iena, atteggiamento che ha mantenuto fino al traguardo. Ma quando si è affacciata sul muro, non è riuscita a compensare a dovere col busto perdendo il pieno appoggio sull’esterno. Tanto è bastato per superare il traguardo con un ritardo di 2″02. Per entrambe forse c’è stato anche un errore di ordine tattico. Invece di assecondare le fossette create attorno al palo, hanno tendenzialmente scelto di tagliare. E questo non è quasi mai conveniente.

Non dovrebbero esserci problemi di qualifica per Federica Brignone che ha portato a casa un ritardo minimo di 1″57. Non male. Messa ancora un pelo meglio Marta Bassino: +1″43, non brillante come ieri, ma il processo di crescita sta continuando bene. Niente da fare anche oggi per Lara Della Mea che ha avuto una totale amnesia sul ripido. Il problema non è stato causato da un errore ma dall’atteggiamento tecnico. La foga ha preso il sopravvento sul gesto tecnico che così non va. Infine Serena Viviani al suo secondo appuntamento con il Grande Sci. Non andava per niente male ma è incappata in una classica inforcata quando iniziava il tratto più divertente.

 

About the author

Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.