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Slalom Val d’Isère: Alexis Pinturault fa il vuoto nella “prima”

Alexis Pinturault, pettorale numero 1, fa il vuoto nella prima manche dello slalom della Val d’Isère. Il campione francese si è trovato a meraviglia in mezzo a quegli angoli acuti che ha messo sulla Face de Bellevarde, l’allenatore dell’inglese Ryding. Miglior tempo, piuttosto nettamente, davanti alla sorprea di giornata, l’americano Luke Winters che col 40 ha lasciato tutti a bocca aperta.  59 i centesimi di ritardo al traguardo ma erano allena 29 fino al secondo intertempo.

Spiegheremo dopo da dove è saltato fuori. Alle sue spalle il gigante Zenhaeusern a +0,72 mentre lo svedese Myhrer è scivolato in quarta piazza a +0,88

Daniel Yule ha provato a starci vicino ma non c’è riuscito. Troppa curva per chi sa fare la differenza quando la velocità è superiore.

Stesso discorso per il compagno di squadra Ramon Zenhaeusern anche se ha coperto la prima parte con più “leggerezza”. Non ha potuto dare il via alla sua progressione perché il tracciato non glielo ha consentito. Ma ha sciato tatticamente bene perché è uno slalomista intelligente e questo lo ha portato al secondo posto a +0,72.

Uno dei pochi a stare davanti ad Alexis nel tratto iniziale è stato Michael Matt (-18/100), ma poi è rimasto agganciato un paio di volte sempre nei cambi di pendenza. Un po’ troppo pesante: quarto posto dietro ad Andree Myhrer a +0,93 e davanti per 15 centesimi sul compagno di squadra Christian Hirschbuehl.

In verità Clement Noel aveva fatto molto meglio nel primo intermedio (-33/100) ma sul secondo muro si è inclinato eccessivamente ed è rimasto dentro per miracolo. Poi nel tentativo di recuperare ha voluto strafare ed ha finito per arrendersi.

Nello stesso punto dove è uscito Noel, ha combinato un pasticcio Henrik Kristoffersen. Era davanti a Pinturault, ma non si è più ricordato dove andava a girare il percorso. Costretto a cambiare direzione all’ultimo è stato costretto a una brusca frenata. Con 2″83 di ritardo non potrà vincere. Il gap è pesante ma attenzione, nella seconda potrà ancora dire la sua.

Il figlioccio di Kostelic, Istok Rodes ha dimostrato che la Croazia sta costruendo talenti di successo: sesto posto a +1″10.

Manni Moelgg è stato bravo, regolare e non ha commesso errori gravi, solo qualche sbavatura: 1″28 il ritardo, quindi a mezzo secondo dal podio.

Meglio di lui ha fatto Stefano Gross che è sicuramente un altro rispetto a quello visto a Levi. Buon tempismo, buona posizione, buon ritmo. 1″14 il suo ritardo, se la può giocare nella seconda.

Giuliano Razzoli decisamente bravo, quindi in recupero fisico anche lui. 1″60 il ritardo ma per uno che adora i tratti filanti, in una gabbia del genere se l’è cavata piuttosto bene.

Un passo indietro invece per Alex Vinatzer che parte e dopo poche porte si ferma. Poi riprende ma il ritardo è altissimo, superiore ai 5 secondi. Fuori dai trenta.

Fuori Simon Maurberger che ha sbagliato il tempismo ed ha inforcato. Difficilmente sarà della partita nella seconda Tommaso Sala che ha chiuso con un ritardo di +3″22. E non è una questione di pista perché la discesa dello statunitense Winters ha dimostrato che sciando bene il risultato si poteva fare.

Nella seconda ci sarà anche Riccardo Tonetti che si è qualificato col 26esimo tempo,  proprio appena davanti a Kristoffersen. Sono invece usciti Federico Liberatore e Fabian Bacher

E Dave Ryding per il quale è stato disegnato questo slalom così angolato e decisamente lento? È caduto un paio di volte in trappola ed ha chiuso al sesto posto a +1″12.

Diciamo che Pinturault a parte, il resto del podio è tutto da giocare con una quindicina di atleti in un solo secondo. Sarà una seconda manche molto emozionante, dove potrà accadere di tutto. Il pubblico potrà contare solo su di lui, perché Noel, atleta di casa, è  fuori, Muffat-Jeandet ha un ritardo abbastanza elevato (+1″52) e Grange e Lizeroux sono usciti.


Slalom d’Isère Alexis Pinturault

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.