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Wierer: “parlavo tra me e me e dicevo, ora non sbagliare”

La seconda medaglia d’oro ai Mondiali di Anterselva, Dorothea Wierer la spiega così: “Parlavo tra me e me e dicevo, parlavo tra me e me e dicevo, ora non sbagliare“. Eppure, al traguardo dell’individuale, invece di cercare di spiccare il volo come farebbe chiunque dopo l’ennesima impresa, è quasi incredibilmente calma.

E così risponde all’intervistatore dell’eurovisione: “Cosa mi rende così forte qui? Mah, più che altro all’inizio ho fatto due errori ai primi due poligoni davvero stupidi! Poi nella parte di fondo mi sentivo proprio bene. Raggiunto poi il quarto poligono (mentre li prendeva tutti) ho iniziato a parlare con me stessa.

Parlavo proprio da sola, dai Doro, adesso non sbagliare! Il resto è stata una gara di nervi. Sapevo che potevo andare a medaglia ma delle altre non avevo notizie. Poi uscita dall’ultimo poligono sono rimasta davvero sorpresa quando ho visto che ero in testa“.

Non me l’aspettavo perché avevo iniziato con un doppio errore al tiro, mi sarebbe andato bene anche l’argento, ma è arrivato l’oro. Meglio ancora. Onestamente non ho sentito i miei tecnici lungo la pista. C’era molto tifo ed ero molto concentrata sulla mia gara. Comunque loro fanno un gran lavoro per tutta la squadra e vanno sempre ringraziati”.

“E’ stata una gara difficile, perché c’era vento al poligono, ma non era costante, quindi bisognava stare molto attente a sparare con la massima concentrazione. Si vede anche dal fatto che una sola atleta ha concluso la gara senza fare errori.

Io ho sbagliato sia al primo che al secondo poligono, ma sapevo che poteva anche non essere troppo male, perché sarebbe stato difficile per tutte non sbagliare. Poi ho trovato due poligoni puliti e mi sono concentrata sul fondo per cercare di dare il massimo. Ora sono felicissima”.

“Sicuramente mi ha aiutato il fatto di aver già un oro al collo, perché mi ha tolto molta pressione e potevo concentrarmi solo sul gesto tecnico della gara di oggi, senza altri pensieri. È sempre bellissimo avere tutto questo tifo, sulla pista di casa. Ringrazio tutti“.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).